Stefanel ha troppi debiti. L’azienda è a caccia di investitori

Stefanel ha troppi debiti. L’azienda è a caccia di investitori

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Lo storico marchio italiano chiede di ripianificare i debiti con le banche. Ma, nel frattempo, i ricavi crollano di giorno in giorno.

La crisi economica che ha messo in ginocchio il Bel Paese non ha risparmiato proprio nessuno. Neanche le grandi aziende, che nonostante fatturati e incassi da paura hanno risentito in maniera notevole del peso di quelle tasse e di quei tributi che, ahinoi, aumentano esponenzialmente di anno in anno. Tra i tanti marchi che stanno letteralmente annaspando per sopravvivere, e che attendono tempi migliori che non si sa se e quando arriveranno, c’è Stefanel, un vero e proprio colosso che nel secolo scorso era annoverato tra le realtà più solide d’Italia. L’azienda trevigiana, che ha alle spalle almeno sessant’anni di attività, è messa talmente male da aver appena richiesto di ricorrere al concordato preventivo. Si tratta di una procedura alla quale sono spesso costrette a ricorrere le compagnie particolarmente indebitate, come appunto Stefanel, che per mandare avanti la baracca non ha potuto fare a meno di chiedere aiuto alle banche e di impelagarsi in mutui e prestiti con interessi alle stelle.

Il rischio, qualora l’ipotesi del concordato preventivo non dovesse andare in porto, è che l’azienda chiuda i battenti e che migliaia di dipendenti si ritrovino per strada senza il becco d’un quattrino. Avendo definitivamente chiuso molti punti vendita per tagliare i costi, il marchio Stefanel, nell’ultimo semestre, ha registrato un calo dei ricavi pari al 12,6%. È notevolmente peggiorata anche la cifra relativa alla perdita, che è schizzata a quota 13,3 milioni di euro nel giro di appena 180 giorni.

La ristrutturazione dei debiti, a questo punto, è l’unica via d’uscita per il marchio che, negli anni Cinquanta, era nato sotto il nome di Maglificio Piave. Solo nel caso in cui l’azienda venisse ammessa al concordato preventivo, con riserva o in bianco, si potrebbe sperare nella salvezza della società e, di conseguenza, di tutti gli impiegati coinvolti. I guai veri e propri, perché fino ad allora nessuno aveva avuto la reale contezza di come le cose andassero male, sono iniziati lo scorso agosto, quando i revisori contabili di E&Y avevano dato l’allarme ai vertici di Stefanel. Gli era bastato dare un’occhiata fugace a conti e bilanci, per rendersi conto che l’azienda era sull’orlo del precipizio. E infatti, allo stato attuale, è impossibile anche solo pensare che possa sopravvivere un mese in più in queste condizioni. La sola speranza, eccezion fatta per il concordato preventivo, è che un ricco investitore metta gli occhi su Stefanel, eccellenza italiana e sinonimo di qualità, e decida di darle nuova vita con un piano di ristrutturazione che non intacchi l’attuale organico. Altrimenti, il destino di questo colosso, che ha portato in alto il nome del made in Italy nel mondo, sarà nero e compromesso per sempre.

 

 

Il team di BreakNotizie

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