Stati Uniti-Russia: cresce la tensione in Siria

Stati Uniti-Russia: cresce la tensione in Siria

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Sui bombardamenti in Siria sta andando in scena una nuova Guerra fredda fra Stati Uniti e Russia: chi ha ucciso realmente Abu Mohammed al-Adnani?

Il nome di Abu Moahmmed al-Adnani potrà suonare sconosciuto ai più, eppure attorno al suo nome Usa e Russia sono tornate a scontrarsi. L’uomo era una delle figure di spicco dell’Isis: portavoce del gruppo di sanguinari terroristi, era anche il loro stratega, ovvero colui che pianificava le operazioni all’estero. Sulla stampa internazionale ha avuto dunque una certa risonanza la notizia della sua morte, avvenuta durante un raid aereo sulla città di Al-Bab, situata in Siria. A rivendicare la sua uccisione sono stati prima gli Stati Uniti e poi la Russia.

Una situazione quasi grottesca se non fosse che l’episodio ha fatto schizzare alle stelle la tensione fra i due Paesi, facendo rivivere per certi versi gli anni della Guerra fredda che sembravano ormai archiviati. Un funzionario della Difesa statunitense aveva fatto sapere nei giorni scorsi che il raid nel quale è morto al-Adnani era stato condotto dalle forze alleate; non si è fatta attendere la replica da Mosca da parte del ministero della Difesa russa, secondo cui il bombardamento nel quale è rimasto ucciso lo stratega dell’Isis – insieme ad altri 40 militanti del gruppo terroristico – era di matrice russa.

Tale dichiarazione ha portato subito ad una risposta da parte del Pentagono, che ha definito la rivendicazione russa “totalmente ridicola”; il raid aereo – secondo le fonti americane – è stato organizzato e messo in atto dagli Stati Uniti in collaborazione con gli alleati e l’obiettivo era proprio quello di uccidere al-Adnani, uno degli esponenti più importanti dell’Isis e mente degli attacchi che hanno insanguinato l’Europa negli ultimi mesi.

L’unica notizia certa, finora, è proprio la morte dello stratega, che è stata confermata anche da parte dall’Isis. L’organizzazione terroristica, però, si è ben guardata dall’indicare i responsabili dell’attacco aereo sotto il quale è morto il proprio esponente, una mossa molto probabilmente voluta per lasciare che Stati Uniti e Russia si contendano la paternità del raid decisivo, aumentando così il livello di tensione nelle forze nemiche. Il duro scontro verbale è sembrato quasi uno strascico di Guerra fredda che oggi appare decisamente meno lontana di quanto si pensasse.

Il team di BreakNotizie

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