Stati Uniti: i raid in Medio Oriente costano 8 milioni di dollari al giorno

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Stando a quanto dichiarato dal Dipartimento di Stato USA, l’amministrazione Obama spende 8 milioni di dollari al giorno per i raid aerei in Medio Oriente.

Nel calcolo sono comprese anche le operazioni dell’areonautica in Iraq e, ovviamente, i raid in Siria. Ad onor del vero, pare che tale stima possa essere destinata irrimediabilmente a crescere, almeno secondo Victoria Nuland, l’assistente del Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America per l’Europa e l’Eurasia. Tali informazioni sono state fornite in occasione di una seduta del Congresso durante la quale alcuni esponenti della politica statunitense hanno palesato dubbi in merito al fatto che i raid aerei russi sono molti di più di quelli degli Stati Uniti d’America ma che, però, comportano una spesa che non supera i 4 milioni di dollari al giorno. A tale interrogativo ha prontamente risposto Anne Patterson, l’assistente per il Medio Oriente, ed ha fatto presente che gli Stati Uniti hanno standard molto diversi da quelli della Russia del Presidente Vladimir Putin. Una cosa è certa: i raid in Siria ed in Iraq stanno gravando sulle casse USA già molto compromesse.

Ma sono veramente necessari gli interventi in Medio Oriente? Per il momento, pare proprio di sì. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, a tale proposito, non ha perso l’occasione di fare presente che, per riportare la pace in Siria e, più in generale, in tutta l’area medio-orientale, è estremamente necessario fermare l’avanzata dell’ISIS e, soprattutto, rovesciare il Governo di Bashar Al Assad. Il fatto è che il Cremlino sembra non essere della stessa opinione e sta facendo tutto il possibile per sconfiggere il sedicente Stato Islamico e, soprattutto, difendere Bashar Al Assad dagli Stati Uniti. Che Barack Obama stia tentando di dare forma ad una rinnovata Primavera Araba siriana? Probabile. A differenza di quanto accaduto in Tunisia ed in Egitto, però, l’Amministrazione di Washington in Siria dovrà fare i conti con Vladimir Putin che non ha alcuna intenzione di cedere il passo agli americani e di lasciare loro ‘spazio di manovra’ in quel Medio Oriente che, per Mosca, potrebbe rappresentare una porta sul Mediterraneo.

In ogni caso, nelle ultime ore, in America si parla di un decreto finalizzato a tenere sotto controllo le spese militari e c’è già chi palesa il fatto che ridurre il budget a disposizione dell’Aeronautica potrebbe mettere a repentaglio ogni genere di operazione. Il Presidente della Heritage Foundation Ed Feulner ha parlato chiaro: gli aerei a disposizione dell’aeronautica militare statunitense diminuiscono in maniera costante ed alcuni sono decisamente obsoleti. Addirittura, pare che gli analisti abbiano dichiarato che il livello del potenziale militare statunitense si sta indebolendo e che, dunque, è necessario un rapido intervento. Inoltre, non sono mancate le critiche di coloro che ritengono che i tagli sono un nemico più temibile della Russia. 8 milioni di dollari al giorno per le spese militari, però, sono davvero troppi per un’economia statunitense in crisi di identità e c’è da scommettere che, ben presto, il Governo si troverà di fronte ad una scelta: continuare ad investire nella guerra o, piuttosto, costruire una pace duratura e, probabilmente, molto più proficua anche sotto il profilo economico?

Il team di BreakNotizie