Spiegazioni ufficiali chieste da Putin agli USA per il bombardamento della centrale elettrica di Aleppo

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Domenica scorsa si è verificato un episodio su cui si sono accesi i riflettori della politica internazionale e se ne seguono gli sviluppi con interesse e una certa apprensione.

A seguito, infatti, di un bombardamento effettuato da aerei USA sulla centrale elettrica di Aleppo, in Siria, il Presidente russo Vladimir Putin ha chiesto spiegazioni ufficiali sull’inspiegabile gesto.

L’attacco ha mandato in tilt la centrale, lasciando completamente al buio l’intera città e non solo, creando disagi e problemi a ben 2,5 milioni di abitanti e causando anche numerosi feriti.
Immediatamente si è creato stupore e sconcerto sui motivi del bombardamento e su quelli che dovevano essere i reali obiettivi degli aerei americani. E’ stata indetta una riunione d’urgenza tra il Presidente e i membri del governo russo per fare il punto della situazione e risalire a eventuali cause ma, sembra, senza esito positivo.

Il locale “Veterans Today” ha pubblicato per primo la notizia, dopo aver avuto la conferma dall’intelligence siriana e ha aggiunto anche che gli aerei responsabili erano due F16, avvistati mentre volavano a bassa quota sulla frontiera tra Turchia e Siria e, inoltre, il giornale ha rivelato anche che, oltre alla centrale elettrica, sono stati presi di mira anche l’ impianto del trasformatore e la locale zona residenziale. L’attacco ha causato una lunga interruzione di corrente e molti feriti.
Tra le ipotesi al vaglio, si pensa a una azione intimidatoria, eseguita dagli USA al fine di creare grande disagio e aumentare la sofferenza della popolazione, già duramente provata, in modo da far crescere il malcontento verso il governo, con la speranza di far precipitare la situazione e provocare qualche passo falso.

Anche il Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha espresso la sua indignazione per l’accaduto: in una intervista al network russo NTV, ha mostrato la sua totale perplessità circa la presenza degli americani in Siria, visto il completo insuccesso delle loro operazioni militari negli ultimi anni. Secondo la sua opinione, sarebbero bastate 25000 incursioni aeree ben mirate per distruggere l’intera Siria.

Lavrov, inoltre, sostiene in modo seccato come gli americani critichino l’operato russo, accusando le azioni militari, da loro intraprese, di essere troppo deboli e di avere, come unico scopo, non quello di neutralizzare e sconfiggere l’ ISIS, ma solo quello di indebolire l’ “opposizione moderata“. Però, commenta ancora il politico, quando poi, viene chiesto loro di fornire i corretti obbiettivi da colpire, cioè i veri centri di comando del terrorismo, gli americani non rispondono mai.
Il cancelliere russo afferma anche come il problema del terrorismo in Medio Oriente si colleghi in modo direttamente proporzionale al concetto di distruzione dello Stato e che, se è esistita una concreta difficoltà, per la Russia, nel trovare alleati in altri Paesi, questo è stato dovuto al fatto che la coalizione internazionale non ha mai svelato in modo chiaro il suo vero obbiettivo, che sarebbe quello di rovesciare il governo di Assad. Anche se, ormai, dopo diversi anni, tale obiettivo è diventato molto chiaro sia per l’America che per Paesi come Francia, Regno Unito, Arabia Saudita, Qatar e Turchia.

Il team di BreakNotizie