Siria, il Consiglio di Sicurezza trova accordo su risoluzione

Siria, il Consiglio di Sicurezza trova accordo su risoluzione

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Di Luca Lampugnani 

Sulla falsa riga dell’intesa tra Usa e Russia che aveva scongiurato un attacco contro la Siria, i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia) si sono accordati sulla risoluzione per la distruzione delle armi chimiche di Damasco.

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“Abbiamo trovato l’accordo con gli Usa” ha detto infatti il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov al termine di lunghi negoziati, tanto che le due nazioni hanno presentato insieme la bozza all’intero Consiglio di Sicurezza durante una riunione avvenuta nelle ore notturne tra giovedì e venerdì. Il voto sul testo è previsto, come ha confermato il portavoce della missione francese all’Onu Frederic Jung, per le 20 di venerdì (ora di New York, in Italia le 2 di notte), favorendo così il lavoro dell’l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opac) i cui ispettori sono in Siria da mercoledì.

Nelle linee guida che danno vita alla bozza concordata dai 5 grandi sembrano aver pesato maggiormente le posizioni della Russia, come dimostra il punto che non attribuisce per il momento la responsabilità dell’attacco chimico del 21 agosto a nessuna delle due parti (ne ad Assad ne ai ribelli) limitandosi a condannarlo e ad esprimere la “forte convinzione” che il colpevole dovrà risponderne agli organi di giustizia internazionale. Altra ‘vittoria’ di Mosca è l’esclusione, nel caso Damasco non rispetti gli accordi, di un’automatica azione militare (o di qualsiasi altro tipo di sanzione) vincolandola di fatto ad un provvedimento da costituire ex novo da parte delle Nazioni Unite.

Nel testo della risoluzione sono confermate le posizioni già espresse da tutti i Paesi dello scacchiere internazionale, sia quelli ‘pro’ che ‘contro’ Assad, condannando “nei termini più forti” l’attacco del 21 agosto e specificando come “l’uso di armi chimiche costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza nazionale”. Inoltre, continua la bozza, “in caso di inadempienza con questa risoluzione, incluso il non autorizzato trasferimento o uso di armi chimiche, da parte di chiunque in Siria, saranno imposte misure che rientrano nel capitolo sette (quello delle sanzioni, ndr) della carta delle Nazioni Unite”.

Insomma, nonostante un funzionario Usa abbia definito “forte, vincolante ed efficace” la risoluzione, quest’ultima non scioglie i dubbi riguardo la ‘mano’ che ha architettato l’attacco chimico che il 21 agosto, in un sobborgo della capitale siriana, ha causato la morte di molti civili.

Il presidente Bashar al-Assad, intanto, durante un’intervista ad un’emittente televisiva venezuelana ha ribadito la sua preoccupazione per un intervento armato statunitense che non ritiene del tutto scongiurato, confermando però la disponibilità di Damasco a “rispettare tutti gli accordi che ha firmato” e ribadendo che il suo governo avrebbe permesso la distruzione dell’arsenale chimico senza ostacolare il lavoro dell’Opac.

Read more: http://it.ibtimes.com/articles/56551/20130927/siria-risoluzione-onu-opac-russia-usa-arsenale-chimico-damasco-assad.htm#ixzz2g6QXaGbo

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