Siria: ecco perché l’Occidente vuole spodestare Assad

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Ogni giorno, nei telegiornali di tutto il mondo, vediamo scene di guerra che portano la mente indietro di qualche decina di anni.

Eppure queste immagini non raccontano guerre del passato ma, purtroppo, documentano un conflitto che sta mettendo a ferro e fuoco un Paese e sta drammaticamente costringendo un popolo a lasciare la propria terra in cerca di salvezza. Ovviamente, quella a cui stiamo facendo riferimento è la guerra in Siria che ha fatto ripiombare improvvisamente il Medio Oriente nel baratro della paura. Ma quali sono le cause di questo ennesimo conflitto? Che cosa ha fatto riaccendere la miccia dell’odio? Stando alla versione rilasciata dagli americani, pare che il conflitto in Siria sia un’azione necessaria per ristabilire un equilibrio in un territorio ormai in mano ai terroristi. Per fare ciò, però, è necessario spodestare Bashar Al Assad che, con il suo Governo dittatoriale, rappresenta un pericolo. Il copione americano, dunque, sembra non essere cambiato affatto. Come per l’Afghanistan, l’Iraq, la Tunisia e la Libia, anche per la Siria il piano prevede un rovesciamento dell’assetto governativo in modo da lasciare spazio a quella democrazia filo-occidentale che, almeno in teoria, dovrebbe essere portatrice di benessere e, soprattutto, di libertà.

Ma è veramente così? L’unico modo per riportare la pace in Medio Oriente e sconfiggere il terrorismo consiste nel rovesciare il Governo dittatoriale di Bashar Al Assad? A tale proposito, è necessario fare presente che non è da escludere il fatto che tale ostilità nei confronti di Assad nasconda un interesse tanto latente quanto importante. Perché, ad esempio, l’Occidente non si schiera contro l’Arabia Saudita che continua a decapitare gli esseri umani? Perché, invece, tale Paese è andato a combattere in Siria per rovesciare un Governo che, a suo giudizio, utilizza la forza e la violenza per gestire il proprio popolo? Una cosa è certa: in merito all’attacco in Siria sono troppi i lati oscuri ancora da chiarire.

A pagare le spese della guerra e dei continui bombardamenti sono quei cittadini che non sono riusciti a scappare dal proprio Paese e che sono rimasti ad attendere che un giorno i potenti della Terra decidano di porre fine a tale assurdo scempio. Ma andiamo per gradi. I bombardamenti sono iniziati per combattere l’avanzata dello Stato Islamico, il cosiddetto ISIS. Secondo alcuni, l’ISIS potrebbe avere collegamenti proprio con l’America e questo lascerebbe spazio all’ipotesi dell’intervento finalizzato a prendere il controllo della zona. Tale teoria, però, non ha alcun genere di fondamento e, pertanto, deve essere considerata solo ed esclusivamente come tale.

In ogni caso, è palese che i Paesi che stanno combattendo in Siria sono tutti mossi dal medesimo interesse e che, dunque, a motivare la decisione di prendere parte ad un conflitto che sta annientando il popolo siriano non è tanto la mera volontà di sconfiggere il terrorismo quanto, piuttosto, il desiderio oltre che la necessità di ottenere un controllo su una zona molto importante del Medio Oriente. Senza alcun dubbio, si tratta di una strategia ormai ben nota che potrebbe non essere destinata a concludersi nel breve tempo a discapito di un popolo che farà molta difficoltà a ritrovare la serenità e, soprattutto, la pace.

Il team di BreakNotizie