Siria, dubbi sulla morte di Serena Shim: si è trattato di un incidente?

Siria, dubbi sulla morte di Serena Shim: si è trattato di un incidente?

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Un camion delle Nazioni Unite ha trasportato in segreto miliziani dell’ISIS: secondo alcune fonti, è questa la causa della morte di una giornalista che aveva scoperto una verità difficile da spiegare al mondo.

Potrebbe trattarsi di una montatura, di una farsa architettata per screditare l’ONU ma pare che, purtroppo, sia una triste verità. A raccontare questa storia è una giornalista iraniana che ha dichiarato di avere le prove del fatto che l’incidente automobilistico nel quale è rimasta coinvolta una sua collega americana di origini libanesi è decisamente molto sospetto.

L’incidente è avvenuto nelle zone di confine tra la Turchia e la Siria. La vittima era Serena Shim, una giornalista di soli 30 anni. La dinamica è chiara: al rientro in albergo l’auto su cui viaggiava Serena è stata travolta da un mezzo pesante. Qualcuno potrebbe definirlo destino. Il fatto, però, che la Shim fosse venuta a conoscenza dell’arrivo in Siria di miliziani affiliati all’ISIS attraverso camion dell’ONU fa pensare che dietro alla sua morte possa esserci un piano finalizzato a mettere a tacere una alquanto scomoda verità.

Gli interrogativi in merito alla morte della giornalista americana sono moltissimi e l’emittente per la quale la giornalista lavorava non ha perso occasione di dichiarare che Serena, poco prima di rimanere vittima dell’incidente, aveva palesato non poca preoccupazione in merito ad un possibile arresto da parte dei servizi segreti turchi. Stando alle dichiarazioni dei referenti dell’emittente pare, inoltre, che la Shim fosse stata accusata di spionaggio poiché nei suoi reportage sosteneva che il Governo di Ankara fosse legato allo Stato Islamico.

Il timore, quindi, è che Serena sia stata uccisa per colpa della sua passione per la verità. Ciò che aveva scoperto, infatti, era molto scomodo e qualcuno poteva avere interesse ad impedirle di diffondere la notizia. Di sicuro, però, prima di fare qualunque tipo di illazione è necessario avere delle prove certe. L’ipotesi che non si sia trattato di un incidente ma che, piuttosto, la morte di Serena debba essere ricollegata ad un piano volto a non fare emergere la verità è tutta da confermare. Senza alcun dubbio, qualora qualcuno riuscisse a trovare prove in grado di confermare tale tesi, sarebbe necessario aprire un dibattito in merito all’accaduto. Se, infatti, dovesse esserci un fondo di verità, l’ONU dovrebbe spiegare il motivo per il quale stava trasportando miliziani dell’ISIS.

Purtroppo, le notizie sono troppo frammentarie per poter riuscire a ricostruire l’accaduto e, dunque, non resta che formulare ipotesi che potrebbero rivelarsi non del tutto rispondenti al vero. Ad essere certo, però, è il fatto che una giovane giornalista che aveva come unico obiettivo quello di andare alla ricerca della verità in modo tale da mettere al corrente il mondo di ciò che sta succedendo in Medio Oriente, è tragicamente morta in un incidente stradale. Ipotesi a parte, è estremamente importante che qualcuno si occupi di chiarire la dinamica dell’accaduto e di fare luce in merito ad una questione con troppi lati oscuri.

In ultimo, è necessario fare presente che sono molti i giornalisti che, come Serena, quotidianamente mettono a rischio la propria vita per consentire al mondo di conoscere scomode verità. A loro, ovviamente, deve andare tutto il nostro plauso.

Il team di BreakNotizie

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