Il 26 novembre, il Presidente francese François Hollande si recherà a Mosca, dove incontrerà Vladimir Putin per discutere di varie problematiche, tra cui anche la loro stretta alleanza militare. La Francia, infatti, è rimasta delusa dal comportamento assunto dai Paesi facenti parte della NATO e affronterà anche questo argomento con il Presidente russo.


Nei giorni scorsi, la Marina francese aveva inviato la propria portaerei a raggiungere la divisione di navi militari russe che navigavano lungo le coste siriane.

Ancora una volta, gli USA hanno assunto una posizione ambigua nei confronti della lotta al terrorismo: anche dopo i recenti tragici fatti accaduti a Parigi, la Casa Bianca, invece di prendere una posizione forte e decisa di condanna dell’ISIS e a mobilitare le proprie forze armate per combattere i gruppi terroristici che dilaniano il Medio Oriente, ha mantenuto di nuovo una posizione neutra, sostenendo che non è utile l’azione militare in Siria ma che, al contrario, l’unica speranza di debellare lo Stato Islamico è far cadere il governo di Bashar-Al-Assad, in modo che la pace possa cominciare ad avviarsi spontaneamente.

Hollande, però, non è della stessa idea. Già prima degli attentati di matrice terroristica la sua popolarità, in termini di consensi, era scesa vorticosamente: adesso gli occhi dei francesi sono tutti puntati sulle prossime mosse che deciderà di fare. In un momento così delicato, il Presidente francese non può permettersi di temporeggiare aspettando una risoluzione che potrebbe richiedere anni.
La Francia è ufficialmente sotto l’attacco dell’ISIS e Hollande è costretto a rispondere in maniera forte.
Infatti, nei giorni successivi all’attentato al Bataclan e agli altri obbiettivi colpiti, diversi raid aerei francesi hanno bombardato punti strategici in Siria.

In questo complesso quadro politico che si sta delineando, l’unico Paese che garantisce sostegno incondizionato alla Francia è proprio la Russia, che da mesi sta bombardando e cercando di conquistare le coste siriane.
Le ultime news che provengono dalla Turchia, inoltre, non fanno ben sperare in una risoluzione del conflitto: l’abbattimento di un caccia russo da parte di un F-16 turco al confine con la Siria non fa altro che inasprire dei rapporti già tesi. Il governo turco ha giustificato la sua azione accusando il caccia russo di aver invaso il proprio spazio aereo. Cosa che però i primi rilievi smentiscono, come anche la testimonianza del pilota russo sopravvissuto allo scontro, che ha ammesso di non aver ricevuto alcun avvertimento dalla Turchia, prima dell’abbattimento.

Quella che si sta delineando, quindi, appare sempre più come una situazione di assoluta precarietà, in cui i Paesi coinvolti cercano comunque di trovare una soluzione diplomatica in un contesto sempre più ostile. Nonostante tutto, gli incontri diplomatici di Hollande e Putin lasciano sperare nella costruzione di un nuovo fronte politico, creando una sorta di stato maggiore congiunto che possa comprendere anche la Turchia. Anche se la Russia ha risposto molto duramente dopo l’incidente del caccia abbattuto, ancora si mostra disponibile per un dialogo con il governo turco per la costruzione di una barriera comune contro il terrorismo.

Il team di BreakNotizie

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