Secondo il New York Times “alleati in Medio Oriente e Occidente lasciano soli USA in Siria”

Secondo il New York Times “alleati in Medio Oriente e Occidente lasciano soli USA in Siria”

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Gli alleati in Occidente e Medio Oriente degli Stati Uniti sono meno interessati ad attaccare insieme con Washington gli obiettivi terroristici dello “Stato Islamico” in Siria e preferiscono sempre “occuparsi di altre cose”, scrive il New York Times.

Mentre gli Stati Uniti intensificheranno i raid aerei contro i terroristi di ISIS, gli alleati di Washington in Medio Oriente uno dietro l’altro hanno iniziato a lasciare soli gli USA contro ISIS, scrive il New York Times.

All’inizio dell’operazione la Casa Bianca aveva definito i raid comuni con le forze aeree dei Paesi arabi segno della “solidarietà a beneficio dell’America nella lotta contro ISIS”.

Tuttavia, quando gli Stati Uniti “entrano in una fase critica della guerra in Siria”, decidendo di inviare le forze speciali per aiutare i ribelli ed alcuni aerei da combattimento nelle basi in Turchia, i raid aerei contro ISIS sono condotti quasi esclusivamente da Washington.

Gli alleati arabi “in silenzio hanno scaricato agli USA il compito di condurre le principali operazioni militari aeree in Siria”, preferendo “occuparsi di altre cose”: non è la prima volta che Washington scopre che i suoi alleati “mancano”, si afferma nell’articolo.

L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi hanno ribilanciato gran parte delle loro forze aeree per reprimere i ribelli sciiti Huthi nello Yemen. La Giordania, dopo che un suo pilota è stato giustiziato dai militanti di ISIS, ha deciso di mostrare solidarietà all’Arabia Saudita interessandosi dello Yemen. I caccia del Bahrain hanno effettuato gli ultimi raid in Siria lo scorso febbraio, mentre l’Aviazione del Qatar prosegue gli attacchi, anche se il suo contributo è molto modesto. Tuttavia gli alleati degli Stati Uniti consentono ancora a Washington di sfruttare le loro basi, ricorda il giornale.

La partecipazione in Siria degli alleati occidentali, come la Francia e l’Australia, è diventata molto limitata.Il nuovo primo ministro canadese Justin Trudeau aveva promesso agli elettori durante l’ultima campagna elettorale che avrebbe riportato in patria i caccia che partecipavano ai raid in Siria, si legge nell’articolo.

Finora gli alleati arabi e occidentali degli Stati Uniti hanno realizzato solo il 5% dei 2.700 raid effettuati in Siria contro ISIS, mentre in Iraq il 30% di 5.100 attacchi, osserva il giornale.

 

 

 

 

 

http://it.sputniknews.com/mondo/20151108/1502083/ISIS-Terrorismo-Geopolitica-Yemen-Canada-Francia.html

 

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