Scozia: un albero millenario sta cambiando sesso

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La ricerca scientifica spazia in tantissimi settori, si sa. Quello che forse non tutti sanno, però, è che un team di ricercatori scozzesi sta studiando un fenomeno botanico del tutto nuovo: il cambiamento di sesso degli alberi.


L’attenzione dei ricercatori d’Oltremanica è stata attirata da un tasso che vive nella regione del Perthshire da ben tremila anni. Il millenario albero in questione, dopo aver passato l’intera vita nella condizione di maschio, ora ha iniziato a produrre le bacche rosse tipiche del genere femminile di quella specie vegetale. Questo passaggio da impollinatore a impollinato ha lasciato interdetti gli scienziati del Royal Botanic Garden di Edimburgo, tanto da spingerli a definire questo un fenomeno del tutto nuovo e a studiarne cause ed evoluzione.

Pare, infatti, che il cambiamento di sesso, nel regno vegetale, non sia così raro, ma finora non era mai accaduto che tale mutazione avvenisse in un albero così anziano e a partire dai rami. Il sesso delle piante è un tema particolarmente complesso e, di conseguenza, molto studiato. In natura, esistono vari tipi di vegetali con caratteristiche sessuali poco chiare, nonché altre specie che sono ermafrodite. Secondo i ricercatori dell’Università di Oxford, in uno studio firmato dal Dr. Darren Obbard e pubblicato su “The American Naturalist” nel 2007, il motivo di questa ”confusione” genetica, nelle piante, sarebbe da attribuire alle condizioni ambientali in cui le stesse vivono. Infatti, la ricerca condotta dal team diretto da Obbard ha provato che il fenomeno dell’autofecondazione, nel regno vegetale, avviene più frequentemente in ambienti sfavorevoli, ovvero nel caso in cui, a seguito dell’estinzione di una particolare specie di piante, si sia avviato un processo di ricolonizzazione.

A confermare i risultati di questa ricerca, vi sono anche gli studi condotti dal Dr. Patrizio Giulini che lavora presso l’Università di Padova. Le indagini condotte dal botanico padovano hanno confermato che, in ambienti con clima inclemente, la mancanza di insetti impollinatori spinge le piante ad adeguarsi e a sviluppare la capacità dell’autofecondazione: in poche parole, le infiorescenze dei vegetali cambiano sesso o, in casi estremi, conservano caratteristiche sia maschili che femminili che ermafrodite. Ma quello che interessa maggiormente gli studiosi, compresi quelli del team scozzese alle prese con il tasso millenario, è verificare se tali mutazioni di sesso siano favorevoli o meno per la conservazione della specie. Infatti, anche le piante, in condizioni di emergenza, pare vadano a tentativi e il processo di autoimpollinazione che caratterizza alcune di esse non sempre viene premiato.

Non è inusuale che alcune piante sviluppino, nei fiori, gli organi sessuali maschili ma siano ricettive solo come femmine, così come capita sovente che altre specie vegetali ricorrano sia all’autoimpollinazione che alla fecondazione tramite insetti. Infine, tra gli alberi, vi sono esemplari dioici, ossia con inflorescenze sia maschili che femminili ben distinte tra loro, e altri che sono monoici, vale a dire portatori di fiori maschili o femminili. A quest’ultima categoria appartengono proprio i tassi, come conferma il ricercatore scozzese Max Coleman, e da questo deriva la portata di quello che sta accadendo al ”grande vecchio” del Perthshire. Secondo il botanico inglese Anthony Huxley i rapporti sessuali tra gli alberi hanno luogo “con il vicino più a portata di polline” e, probabilmente, la mutazione del tasso millenario può essere giustificata dal fatto che i suoi “vicini di polline” siano tutti maschi.

Il team di BreakNotizie