“La Svizzera non è un paradiso”: il Paese sovvenziona una serie TV per scoraggiare la migrazione

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Un telefilm per mostrare ai nigeriani le difficoltà della vita dei migranti clandestini: sottile strategia politica o sincero scopo umanitario?

La Segreteria di Stato della migrazione svizzera (SEM) sta investendo 450 mila dollari sulle riprese di una serie TV con attori africani che mostra i pericoli del vivere in Europa illegalmente e che verrà poi trasmessa alla Tv nigeriana.

Un telefilm per mostrare ai nigeriani la realtà

Abbiamo notato che la disinformazione, o peggio, le false informazioni, sono una delle cause principali che conducono all’immigrazione illegale” ha dichiarato il portavoce del SEM Lukas Rieder nel corso di un’intervista al sito The Local. “I trafficanti di esseri umani raccontano ai potenziali migranti che la Svizzera è un paradiso, una sorta di El Dorado. Ma questo non è vero. Vogliamo quindi fornire delle informazioni oggettive sui pericoli che si possono correre sia durante il viaggio, sia vivendo senza permesso d’asilo”.

La serie, intitolata “Missing Steps” è diretta dal noto regista ed attore nigeriano Charles Okafor. La trama racconta la storia di un ventenne universitario che si indebita e decide di cercare fortuna in Europa emigrando in Svizzera con l’aiuto dei trafficanti, nella speranza di risolvere i suoi problemi finanziari. Purtroppo però le autorità svizzere gli negano l’asilo e viene riportato nel suo Paese, povero, reietto ed infelice. “Il protagonista paga un prezzo molto alto” ha spiegato Okafor nel corso di un’intervista con l’emittente nazionale Swissinfo.

L’immigrazione in Svizzera

Ottenere asilo in Svizzera è davvero difficile. Lo scorso anno, su oltre 27 mila persone che lo hanno richiesto, sono stati accettati poco meno di 1300 casi. Sul totale, il 4,1% dei candidati era nigeriano: soltanto a tre persone è stato concesso l’asilo, agli altri sei sono stati rilasciati dei permessi temporanei. L’espulsione è meno trasparente: le statistiche a livello nazionale non sono ancora note e nonostante diversi referendum per approvare delle misure più severe, rimane ancora una questione irrisolta.

La tv come mezzo educativo?

Il regista è convinto che la serie – che consta di 13 episodi della durata di 45 minuti – possieda delle buone possibilità di successo, soprattutto se verrà trasmessa anche in altri stati africani. “La televisione è un mezzo di comunicazione molto potente poiché ha la capacità di raggiungere le masse, persino centinaia di milioni di spettatori”. Gli esperti però hanno qualche riserva su quanto possa essere persuasiva e realistica una serie tv drammatica con scopi didattici e politici.

Iniziative simili in Austria, Germania e Italia

In realtà la Svizzera, che ha firmato un accordo di regolazione della migrazione con la Nigeria nel 2011, a detta di Amnesty International dovrebbe sforzarsi di ridurre ulteriormente i permessi di asilo e piuttosto lavorare per migliorare la situazione dei diritti umani e l’allocazione di risorse in Nigeria. Si tratta di aspetti fondamentali se si vuole fare in modo che la gente rimanga nel proprio Paese. La Svizzera però non è l’unica nazione europea che sta cercando di dissuadere i potenziali migranti tramite i media. Anche AustriaGermania ed Italia hanno prodotto dei video con messaggi a loro destinati.

Il Team di BreakNotizie