Scontri di Kiev: caos in Ucraina

Scontri di Kiev: caos in Ucraina

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Tre vittime e decine di feriti: è questo il tragico bilancio degli scontri di Kiev. La manifestazione organizzata per protestare nei confronti delle misure governative volte a conferire un’autonomia maggiore alle regioni separatiste situate nella zona est del Paese, dunque, si è trasformata in un vero e proprio scontro diretto tra forze dell’ordine e militanti di estrema destra.

Il Presidente ucraino non ha esitato a parlare alla popolazione facendo presente che tutti coloro che hanno preso parte agli scontri saranno severamente puniti per quanto accaduto. Addirittura, pare che il Premier abbia già provveduto ad inoltrare la richiesta dell’ergastolo per l’uomo che, lanciando una granata, ha causato la morte di un poliziotto.

In merito, invece, ai feriti, i dati ufficiali forniti dalla polizia parlano di 141 persone ricoverate in ospedale di cui 131 sembrano essere poliziotti. 9 poliziotti, inoltre, risultano essere in gravi condizioni. Sulla base delle ricostruzioni dell’accaduto, pare che il caos si sia scatenato proprio a seguito del lancio della granata che avrebbe provocato la morte dell’agente.

Senza alcun dubbio, tali immagini riportano alla mente scene di qualche tempo fa. Ciò che fa riflettere è che quella stabilità di Governo che sembrava essere stata raggiunta negli ultimi tempi sta pericolosamente vacillando lasciando spazio ad una violenza incontenibile. Nonostante il fatto che la decisione di dare autonomia alle regioni dell’est sia stata una scelta operata razionalmente dal Governo al fine di riuscire a dare una svolta al processo di pace di cui Minsk è protagonista, a destare non poche preoccupazioni sono i termini dell’autonomia del Donbass filorusso.

A tale proposito, pare che i separatisti abbiano deciso di chiamare i cittadini alle urne in modo tale da ottenere una maggiore legittimazione e, ovviamente, Kiev sta facendo un braccio di ferro affinché tale consultazione elettorale si svolga secondo la regolamentazione ucraina. In questo modo, infatti, sarebbe possibile evitare il rischio di una vittoria dei russi. Qualche timido segnale positivo, però, si intravede all’orizzonte: alcune settimane fa, infatti, Francois Hollande ed Angela Merkel hanno organizzato un incontro con Petro Poroshenko nella città di Berlino ed insieme hanno contattato Vladimir Putin.

Il problema è che gli ucraini sembrano non essere dello stesso avviso di Poroshenko e, nonostante il fatto che l’aula si sia espressa a favore della decentralizzazione, la città è stata messa a ferro e fuoco. In merito alle effettive responsabilità della guerriglia urbana, però, vi è uno scambio reciproco di accuse: i nazionalisti, infatti, sostengono che la responsabilità della granata lanciata contro la polizia non è da attribuire a loro. Inoltre, ritengono che le provocazioni lanciate dal Ministro Avakov siano del tutto ingiustificate oltre che pericolosamente eccessive.

A questo punto, è estremamente necessario trovare una soluzione ad una questione che pare essere ormai del tutto fuori controllo. La diplomazia di Poroshenko, infatti, sembra non bastare più ed un accordo con Mosca rischierebbe di gettare Kiev nel caos più profondo. L’unica alternativa, dunque, risulta essere quella di un negoziato. In ogni caso, a Poroshenko spetterà il compito di decidere se schierarsi dalla parte di Putin e classificare gli scontri di Kiev come un semplice episodio di violenza urbana o rivedere la sua posizione dei confronti di Mosca.

Il team di BreakNotizie

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