Scandalo falso olio extravergine di oliva: ecco le aziende coinvolte

Scandalo falso olio extravergine di oliva: ecco le aziende coinvolte

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Frode in commercio è il reato contestato per chi mette in vendita olio extravergine di oliva falso: queste le aziende che non hanno superato il test

http://www.rsi.ch/play/tv/patti-chiari/video/lo-scivolone-degli-extravergine-di-lorenzo-mammone-e-remy-storni-patti-chiari-9-12-2016?id=8436817

Nel corso della trasmissione televisivaPatti Chiari”, in onda sull’emittente svizzera pubblica Rsi, sono stati resi noti i nomi delle aziende coinvolte nello scandalo del falso olio extravergine di oliva, e che rischiano l’accusa di frode in commercio per aver messo in vendita olio di categoria 2 spacciandolo per olio extravergine di oliva. L’olio di categoria 2 è più comune e meno pregiato rispetto a quello extravergine, e le aziende puntavano a venderlo allo stesso prezzo di quest’ultimo per lucrarci sopra.

Il mercato dell’extravergine deve rispettare delle norme piuttosto severe e l’olio, per poter essere definito appunto extravergine, deve superare dei specifici test; le aziende in questione non hanno superato i test, che consistono in analisi chimiche e sensoriali dell’olio, mostrati durante la trasmissione tv. In tutto sono state 12 le bottiglie prese in esame e la metà di queste, nonostante nell’etichetta fosse presente la dicitura extravergine, contenevano olio di categoria 2.

Gli oli delle diverse aziende sono stati fatti analizzare a Zurigo presso l’unica struttura svizzera riconosciuta dal Coi, il Comitato oleolicolo internazionale, che ha decretato quali di questi non erano extravergine. Fra i sei bocciati pure tre prodotti italiani: l’olio De Cecco classico extravergine d’oliva, definito “sicuramente non extravergine e rancido”, l’olio Carapelli extravergine d’oliva e l’olio Bertolli extravergine d’oliva originale, giudicato addirittura “ammuffito”.

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Gli altri tre prodotti che non hanno superato i test sono l’olio Filippo Berio e due che non vengono commercializzati in Italia, M-Budget e Olivana. I sei promossi, che possono fregiarsi della dicitura olio extravergine di oliva, sono il Sabo 100% italiano, primo in classifica, il Gran Delizia Igp Toscano e il Monini. A questi vanno poi aggiunti il PrimaDonna, il Bio Natur Plus e il Qualité&Prix della Coop svizzera, non presente sul mercato italiano. Le aziende che non hanno superato il test dovranno regolarizzare la loro posizione, altrimenti non potranno più definire extravergine il loro olio.

 

Il team di BreakNotizie

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