Scandalo doping: a rischio la partecipazione della Russia alle Olimpiadi di Rio 2016

Scandalo doping: a rischio la partecipazione della Russia alle Olimpiadi di Rio 2016

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Un sistematico doping di Stato, avallato e favorito dal governo centrale. Conseguenza: la sospensione temporanea della Russia dalla Federazione Internazionale di Atletica Leggera. L’atmosfera è pesantissima, dopo le accuse formulate nei confronti della Russia dalla WADA, l’agenzia mondiale antidoping, in un lungo rapporto diffuso in questi giorni. Il presidente della relativa commissione d’inchiesta, Richard Pound, lo ha definito addirittura il più grande fenomeno di corruzione e doping della storia dello sport moderno, descrivendo un sistema collaudato che coinvolgeva tutti i principali livelli dell’atletica leggera russa.

L’AGENZIA ANTIDOPING: “IMPOSSIBILE CHE IL MINISTRO DELLO SPORT NON SAPESSE”

Il rapporto WADA (di ben 325 pagine) chiama in causa in primis il ministro dello Sport, Vitaly Mutko, il quale viene considerato il vero e proprio artefice del sistema. Su ordine e direzione di Mutko, è l’accusa, l’agenzia antidoping russa Rusada provvedeva ad avvisare per tempo gli atleti che di lì a breve sarebbero stati sottoposti ai classici controlli, per evitare i quali venivano adoperati i metodi più disparati. Si parla di analisi pre-manipolate da un laboratorio alla periferia di Mosca non convenzionato con la WADA, minacce a ispettori antidoping non “allineati” e addirittura uso di controfigure, da far presentare al momento dello screening al posto dei veri atleti. Il capo del laboratorio di Mosca, Grigory Rodchenkov, è inoltre accusato di aver distrutto poco più di 1400 campioni di sangue in violazione dei normali protocolli WADA. Il rapporto dell’agenzia mondiale è particolarmente esplicito anche nei riguardi delle Olimpiadi di Londra del 2012, sostenendo che buona parte degli atleti russi presenti alla manifestazione fossero dopati, e che quindi molte delle medaglie vinte dall’ex repubblica sovietica (ben otto ori, quattro argenti e tre bronzi) sarebbero frutto di violazioni.

COINVOLTI ANCHE GRANDI NOMI DELLO SPORT RUSSO

Numerosi i nomi coinvolti nell’inchiesta, alcuni dei quali già diffusi, come le campionessa degli 800 metri Mariya Savinova e Tatjana Myazina, o Ekaterina Poistogova, bronzo olimpico negli 800, e ancora altre mezzofondiste come Anastasiya Bazdyreva (negli 800 metri) e Kristina Ugarova (1500 metri). Il rapporto di 325 pagine coinvolge dunque la Russia a tutto tondo, ma è solo una parte di un rapporto molto più lungo e per ora secretato, che riguarderebbe anche atleti di altre nazioni, e anche uomini di punta della Federazione internazionale di Atletica Leggera (IAAF). Il governo russo comunque si difende: Vitaly Mutko, uno dei principali accusati, evidenzia come il rapporto WADA parli di almeno 155 casi di doping in tutto che sarebbero stati nascosti dalla IAAF dal 2008 e solo 15 dei quali riguarderebbero la Russia.

LA RISPOSTA DI MOSCA

Il governo russo non rimane comunque a guardare, e lo stesso Mutko conferma come in questi ultimi giorni sia stata effettuata una vera e propria “tabula rasa” in seno alla VFLA, la federazione russa di atletica. Via alcuni dirigenti di alto livello e il commissario tecnico: chiari segnali, secondo il ministro, di una piena volontà di riforma e di collaborazione con le istituzioni sportive internazionali. Intanto la sospensione decisa dalla IAAF resta: questa circostanza preoccupa sia il governo russo sia gli atleti rimasti fuori dall’inchiesta, come la saltatrice con l’asta Yelena Isinbayeva o la star del salto in alto Masha Kuchina, tra le atlete di punta dello sport russo e desiderose di confermarsi anche a Rio 2016. La mancanza di un termine prestabilito per la sospensione della Russia dalla IAAF potrebbe rivelarsi allo stesso tempo un vantaggio, lasciando mano più libera a un’eventuale revisione se la federazione internazionale e l’agenzia antidoping dovessero ritenere sufficienti le attuali e future contromisure che il Cremlino adotterà per “ripulire” il mondo sportivo al proprio interno.

Il team di BreakNotizie

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