Sbadigliare molto è sintomo di intelligenza

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Siamo abituati ad associare lo sbadiglio al sonno, alla fame o alla noia ma sapevate che chi sbadiglia più spesso in realtà è più intelligente? Ce lo spiega uno studio dell’Università Statale di New York.

Dalle ultime ricerche scientifiche è venuta fuori un’associazione alquanto bizzarra ma interessante: chi sbadiglia più frequentemente ha un livello di intelligenza maggiore. La correlazione tra sbadiglio e intelligenza è presto spiegata da una motivazione scientifica, che risiede nella quantità di materia grigia.

Lo sbadiglio non è sintomo di noia

Da sempre l’atto dello sbadigliare è stato associato a stanchezza, noia, sonnolenza, ma se questo in alcuni casi risulta vero non lo è in tante altre occasioni. Gli sbadigli prolungati, che magari si manifestano all’improvviso e in pieno giorno quando non si avverte stanchezza o sonnolenza, non sono affatto sinonimo di noia. Chi lo afferma sono gli studiosi della State University of New York di Oneonta, i quali hanno condotto una ricerca che ha permesso di dimostrare un fatto davvero interessante: la lunghezza e il numero di sbadigli sono direttamente proporzionali all’intelligenza e alle prestazioni mentali di una persona o di un animale.

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Ciò equivale a dire che più si sbadiglia, più si è intelligenti e brillanti. L’ossigenazione richiesta da 30.000 connessioni neuronali è infatti notevolmente maggiore di quella necessaria ad apportare nutrienti essenziali, ad esempio, a 7.000 connessioni di neuroni. Questo concetto spiega la correlazione diretta esistente tra sbadiglio e intelligenza.

Perché chi sbadiglia di più è anche più intelligente

La motivazione conclusiva alla base di questa interessante ricerca è che durante lo sbadiglio si apporta ossigeno al cervello, dunque più si sbadiglia, più si ossigenano le cellule deputate al pensiero elaborato. Ma questo non basta: infatti si è verificato che la durata dello sbadiglio presenta una diretta correlazione col numero di connessioni neuronali cerebrali. Vale a dire che più lunghi sono gli sbadigli, più connessioni neuronali ci sono nel cervello. E più connessioni neuronali significa maggior velocità di pensiero ed intelligenza. La peculiarità di questa ricerca è però quella di aver osservato non solo la durata dello sbadiglio, ma anche di aver messo a confronto gli sbadigli di numerose specie animali. Infatti, sono stati sottoposti a studio cani, gatti, volpi, scoiattoli, ricci e primati oltre che l’essere umano, valutando numerose varianti dell’atto dello sbadiglio.

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Qual è la specie più intelligente?

Durante la ricerca, le valutazioni fatte circa gli sbadigli hanno riguardato la sua ampiezza, la sua durata, la sua frequenza e il tipo di stimolazione che innescava il processo riflesso. Si è dunque verificato che animali più evoluti e complessi, come i primati, tendono a fare sbadigli più prolungati e frequenti, indipendentemente dall’ampiezza della loro mandibola.

Analogamente, anche cani e gatti hanno dimostrato una forte propensione all’intelligenza. I gatti, però, hanno confermato una durata e un’ampiezza di sbadiglio superiore a quello dei cani. Un dato che probabilmente andrà contro numerose credenze che vedono nel cane l’animale più intelligente. A parte il confronto di intelligenza tra specie diverse, è stato poi fatto anche un raffronto tra soggetti differenti della stessa specie, dimostrando che esiste un’enorme varietà non ancora perfettamente classificabile. Per ottenere ulteriori chiarimenti e certezze circa questa interessante scoperta, saranno però necessari altri studi specifici e altri anni di lavoro e di osservazione mirata.

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Il Team di BreakNotizie

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