Satyagraha: la non violenza contro tutte le guerre

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Mohandas Karamchand Gandhi è il nome di un piccolo uomo che ha cambiato in modo radicale il destino della sua nazione e che ha anche dato inizio ad un movimento di pensiero che trova molti seguaci ancora oggi. Molti lo conoscono più semplicemente come Mahatma Gandhi, ovvero “grande anima”, ed è stato il capostipite di una filosofia politica basata sulla non violenza.

L’arma che il Mahatma Gandhi ha consegnato nelle mani dell’uomo si chiama Satyagraha. Questa parola significa letteralmente forza della verità. Interpretata in modo più ampio, però, possiamo dire che attraverso la Satyagraha l’uomo può rifiutare di obbedire a quelle leggi che reputa ingiuste ma senza andare contro le sanzioni che puniscono la violazioni di quelle stesse leggi e, soprattutto, senza reagire con la violenza.

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Qualcuno ha tradotto questa espressione con “resistenza passiva”. In realtà questo concetto può risultare fuorviante: colui che segue il pensiero di Gandhi non obbedisce passivamente alle leggi per timore della pena, al contrario si piega alle leggi ingiuste, sacrificando ogni cosa, sacrificando anche la vita, pur di dimostrare quanto le stesse siano profondamente ingiuste. Non c’è bisogno di armi nucleari per far tornare la pace ma di una serie di azioni pacifiche volte al dialogo e alla collaborazione. Per questo la Satyagraha è l’arma del forte e non del debole, di chi è disposto anche al massimo sacrificio per far sentire la sua voce.

La non violenza è anche un’arma che si pone in contrasto ai metodi bellicistici che hanno reso il mondo sanguinoso e devastato. Negli anni gli uomini hanno dovuto sopportare guerre e lotte senza tregue, che altro non sono che il risultato di giochi di potere e di inganni messi in atto da persone senza scrupoli. Ma gli stessi uomini sono oggi stanchi di menzogne ed ipocrisie, e sono alla ricerca della libertà e della giustizia.

L’esempio più noto di resistenza basata sulla non violenza è stato proprio quello messo in atto da Gandhi per la liberazione dell’India (sua terra natale) dal dominio inglese. Quello che il Mahatma scriveva a questo proposito era che lui non era mai stato contro l’Inghilterra o contro il suo governo, ma contro l’ingiustizia e la menzogna. Pertanto, finché il governo inglese era portatore di ingiustizie e menzogne, tutto il popolo indiano non poteva che considerarsi come suo nemico. L’esperimento messo in atto dal popolo indiano non ha mancato di produrre grandi risultati, seppur con molte sofferenze.

La filosofia della non violenza si basa molto sul pensiero del Buddha, soprattutto sulla massima secondo la quale per combattere la collera non c’è arma migliore dell’amicizia, per sconfiggere il male è necessario praticare il bene e per guarire l’invidia e la menzogna bisogna essere portatori di generosità e di verità. Una filosofia che si ricollega molto strettamente al Cristianesimo, ed in particolare a quello che viene ricordato come il Discorso della Montagna. Davanti ai suoi discepoli e alla folla riunita, Gesù insegnò proprio a non vendicarsi contro chi fa del male, ma che, se uno dà uno schiaffo sulla guancia destra, bisogna presentare anche la sinistra.

Forse solo seguendo le parole di Gandhi riusciremo a far ritornare la pace, tanto attesa da troppi popoli, sulla nostra amata Terra. Segniamo allora a caratteri indelebili la parola Satyagraha ed il suo potente significato nei nostri cuori.

Il team di BreakNotizie