Le sanzioni alla Russia: cosa c’è dietro?

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Bruxelles si è accorta solo ora di quanto le sanzioni alla Russia danneggino l’Europa? Qual è il ruolo dell’ex-presidente Obama in tutto questo?

Quando si è insediato Trump alla Casa Bianca, l’Europa si aspettava di dover osteggiare un’eccessiva propensione filo-russa da parte degli Stati Uniti. Ma tra gli Usa e la Russia di fatto non è andata così; e questo soprattutto grazie alla regia manovrata da Obama prima di rimettere il mandato.

Le sanzioni alla Russia sono un’eredità di Obama

Tra le varie critiche mosse a Donald Trump, non si possono non menzionare quelle relative all’inasprimento delle sanzioni contro la Russia. Eppure quanto ha a che fare Trump con questo inasprimento? Poco! Infatti, prima di lasciare, Obama ha fatto di tutto per rendere conflittuali i rapporti tra i due Paesi e per mettere in una posizione estremamente difficile il suo successore. Quindi, si può tranquillamente affermare che le sanzioni alla Russia sono l’eredità di Obama. Basta pensare che il presidente uscente ha fatto in modo di tenere lontane dall’Artico le pretese delle compagnie di Stato russe. È stato sempre Obama poi ad introdurre ulteriori sanzioni alla Russia, oltre a quelle già esistenti. E, non da ultimo, l’ex-presidente aveva anche espulso 35 diplomatici russi dagli Stati Uniti.

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L’Europa si sveglia solo ora?

Ma il vero colpo di scena sono state le dichiarazioni dell’Europa contro queste sanzioni. Juncker è insorto affermando che gli interessi dell’Europa non possono sempre venire per ultimi. Eppure in molti si chiedono che posizione avrebbe assunto l’Europa, se le medesime decisioni contro Putin le avessero prese ufficialmente Obama o Hillary Clinton.  Ma cosa c’è dietro tante proteste? Gli interessi legati al settore dell’energia, che vedono grandi aziende del continente partecipi di progetti in cui figura anche la controparte russa.

Le conseguenze delle sanzioni alla Russia

“America First” vuol dire, secondo l’opinione Europea, che gli Stati Uniti hanno reso più aspre le sanzioni alla Russia per costringere l’Europa ad acquistare il gas liquido dagli Stati Uniti, anziché dalla Russia. Questo significherebbe per l’Europa, e per l’Italia ovviamente, pagare tre volte più care le risorse energetiche. Inoltre vi sarebbe un danno enorme per tutte quelle aziende che hanno operato e operano con la Russia, non solo in campo energetico, ma anche in altri settori. Basti pensare a tutte quelle aziende, specialmente in Nord Italia, che commerciavano con la Russia e che hanno dovuto chiudere i battenti a causa delle sanzioni.

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L’Europa e l’Italia hanno già iniziato a pagare il loro prezzo dell’ennesima “guerra fredda” tra Russia e Usa, non con questa amministrazione Trump, bensì fin dai tempi di Obama. Questa volta Juncker si è detto pronto a mantenere una linea dura e, se le cose non cambiassero, l’Europa si dice pronta a reagire di conseguenza. Sembra proprio che Bruxelles si sia accorta solo ora di quanto questa politica danneggiasse il Continente.

Il Team di BreakNotizie

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