Salmonella: impariamo a conoscerla e a prevenirla, soprattutto in gravidanza

Salmonella: impariamo a conoscerla e a prevenirla, soprattutto in gravidanza

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La salmonella è una delle malattie più fastidiose per chi la contrae e spesso se ne sottovaluta la pericolosità, soprattutto in gravidanza. Vediamo tutto quel che c’è da sapere per conoscerla e prevenirla.

La salmonella è il batterio più frequentemente isolato nei casi di infezioni di origine alimentare. In natura ne esistono oltre 2000 tipologie, comunemente definite sierotipi. Le varianti più diffuse nell’uomo sono la salmonella typhimurium e quella enteritidis che colpiscono prevalentemente l’apparato gastrointestinale. Il bacillo è stato individuato nel 1886 dal dottor Salmon, il quale studiò l’agente batterico da un caso di peste suina. Si tratta di un batterio che entra in circolo nell’organismo umano quando si assumono cibi avariati, acqua infetta o si entra in contatto con escrementi di animali domestici. Il veicolo di trasmissione più diffuso sono comunque gli alimenti contaminati che nell’aspetto e nell’odore non sembrano differenti da quelli sani. I cibi più a rischio di salmonella sono il latte, le uova crude, la carne, il pesce crudo, le salse, le verdure già affettate del supermercato ed il gelato artigianale.

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I soggetti maggiormente a rischio di contrarre la salmonella sono i bambini, gli anziani e soprattutto coloro che sono immunodepressi, ovvero hanno un sistema immunitario indebolito. Inoltre è più esposto chi è affetto da acloridria o neoplasie, chi assume farmaci anti-acido e chi è stato sottoposto ad operazioni chirurgiche lungo il tratto intestinale. I sintomi della salmonella solitamente compaiono tra le 6 e le 72 ore dall’assunzione dei cibi infetti e si possono prolungare anche per una settimana. In genere la malattia ha un decorso tranquillo ma a volte può capitare di avere complicazioni che richiedono il ricovero in ospedale. I sintomi comunque sono prevalentemente gastrointestinanali e spesso si aggiungono febbre, diarrea, vomito, dolori addominali e disidratazione. Nelle persone più deboli poi possono insorgere artriri, batteriemia, endocarditi e polmoniti.

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La salmonella non deve però essere sottovalutata, soprattutto in un periodo delicato ed importante come la gravidanza. Se ogni donna segue le tradizionali norme igieniche ed evita di ingerire alimenti crudi è difficile che possa contrarre questa malattia. Ad ogni modo è bene specificare che quest’infezione può determinare complicanze come disidratazione, meningite da batteri ed artrite a caviglie e ginocchia. In particolare il ceppo di salmonella typhimurium è pericoloso durante la gestazione in quanto la malattia può essere trasmessa al feto e le conseguenze più pericolose sono l’aborto o il parto prematuro.

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Per guarire dalla salmonella non è necessario seguire una cura particolare poiché l’infezione tende a rientrare spontaneamente nel giro di pochi giorni. Tuttavia può essere utile bere molto, assumere sali minerali, fermenti e probiotici per rinforzare la flora batterica. Di solito i medici tendono a non prescrivere farmaci contro la diarrea per agevolare l’espulsione dei batteri e non consigliano antibiotici che potrebbero allungare i tempi di guarigione. Dunque per non imbattersi in questa noiosa malattia è sempre preferibile fare prevenzione, ovvero lavarsi spesso le mani, cuocere sempre i cibi crudi come uova e carne, bere latte pastorizzato e lavare con attenzione frutta e verdura.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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