Russia: sostenere Assad per sconfiggere l’ISIS

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Tutti coloro che intendono combattere lo Stato Islamico non hanno alcuna ragione di non cooperare con il Governo siriano: è questa l’opinione del Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

Secondo il Cremlino, infatti, non vi è altro modo per sconfiggere l’ISIS se non allearsi con il Governo di Bashar Al Assad. La Russia ha dichiarato che il suo principale obiettivo è quello di sconfiggere l’ISIS e, dunque, riportare la pace in Medio Oriente. Stando a quanto si apprende dalle dichiarazioni del Ministro degli Esteri, la Siria non è in grado di fare fronte in maniera autonoma al terrorismo di matrice islamica e, quindi, ha estrema necessità che la comunità internazionale si mobiliti per andare in suo soccorso.

A questo punto, è opportuno che la comunità internazionale e, in primo luogo, gli Stati Uniti d’America decidano se appoggiare il Governo di Bashar Al Assad e fare fronte comune contro l’ISIS o, al contrario, continuare a chiedere le dimissioni del Presidente siriano. A tale proposito, il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, a seguito dell’incontro di ieri con il Presidente russo Vladimir Putin, ha escluso categoricamente un’alleanza con Assad. Ovviamente, Obama non ha esitato a condividere quanto asserito da Putin in merito alla necessità di porre rimedio alla questione mediorientale ormai palesemente oltre che pericolosamente fuori controllo.

Nel frattempo, la Francia ha deciso di bombardare alcuni punti strategici in Siria, motivando l’azione con una chiara volontà di difendere il proprio Paese dall’ISIS. A questo punto, non resta che capire quale sarà la decisione degli Stati Uniti. Ovviamente, i futuri scenari geopolitici del Medio Oriente dipenderanno dalla posizione assunta proprio dagli USA e, quindi, è opportuno che ogni opzione venga vagliata con particolare attenzione oltre che scrupolosità. Di sicuro, la Russia di Vladimir Putin non è disposta a cambiare opinione e, indipendentemente dalla decisione che verrà presa da Washington, supporterà il Governo di Bashar Al Assad per sconfiggere lo Stato Islamico.

Ma quale è la posizione dell’Unione europea a riguardo? Per il momento, ad aver preso una decisione drastica oltre che definitiva è stata solo la Francia. Gli altri Stati, infatti, stanno tentando di intraprendere la strada della diplomazia nella speranza di individuare un percorso comune e, soprattutto, risolutivo. Il timore, però, è che ben presto ci si trovi alle prese con una crisi molto simile a quella libica che, questa volta, sarebbe particolarmente difficile da gestire. Secondo Vladimir Putin, tale rischio si correrebbe solo se si dovesse decidere di spodestare Bashar Al Assad. Gli americani, però, non sembrano essere dello stesso avviso ed hanno dichiarato di essere disposti ad intervenire in Siria solo dopo la caduta del regime di Bashar Al Assad. È chiaro, quindi, che, al di là del pericolo legato alle cellule ISIS, dietro all’intervento militare in Siria vi è anche una complessa questione di natura geopolitica. A pagarne le spese sono migliaia di Siriani costretti a lasciare la propria patria per andare a cercare la salvezza in un’Europa che ormai ha raggiunto il limite della sopportazione e rischia di implodere a causa di una crisi umanitaria dalle dimensioni bibliche che non sembra affatto potersi arrestare.

Il team di BreakNotizie