Russia e Cina alleate della Siria?

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L’ultima sessione generale delle Nazioni Unite ha visto la firma di uno dei patti più discutibili e potenzialmente pericolosi degli ultimi anni: Usa e Russia hanno deciso di allearsi per combattere l’avanzata dell’Impero Islamico in terra di Siria.

Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d’America, cercava un alleato forte come la Russia, convinto di non essere militarmente e politicamente preparato per poter sconfiggere l’Isis da solo. Vladimir Putin, Presidente della Federezione Russa, invece, cercava negli Usa una continua ed affidabile fornitura di informazioni attendibili sulle basi terroristiche siriane, sapientemente carpite dalla CIA americana. Una coalizione, quindi, sorta sulla base di forti interessi strategici e poco orientata alla seria risoluzione del conflitto.

Nel mezzo di questo straordinario quanto pericoloso braccio di ferro politico, militare e mediatico, si colloca la posizione della crescente potenza cinese. Mentre il Presidente Obama accoglieva il Presidente cinese Xi Jinping presso la Casa Bianca per stilare un accordo sulla questione siriana, infatti, la portaerei cinese Liaoning-CV-16 era già attraccata presso il porto siriano di Tartus, accompagnata da un incrociatore lanciamissili, per offrire sostegno militare all’azione russa. Stando agli ultimi movimenti delle pedine sul tavolo da gioco, infatti, Pechino sta portando avanti due partite con due partner dalle vedute diametralmente opposte: cerca di instaurare relazioni diplomatiche stabili con gli Usa, ma sostiene l’intervento militare russo in Siria.

Intanto, nonostante i numerosi tentativi avviati dal Segretario di Stato Usa John Kerry per stringere proficui accordi ed alleanze con l’Iran, il governo iraniano ha già preso posizione, aumentando notevolmente la sua presenza militare in Siria, sostenuto dall’importante azione militare di Russia e Cina, sia per le operazioni a terra, che per quelle aeree e marittime.

Il blocco così composto da Russia, Cina, Iran e dalla storica alleata Iraq inizia a far tremare i polsi agli Stati Uniti, che provano a screditare gli interventi militari in atto, paventando una possibile alleanza con il regime siriano. A sostegno della tesi statunitense ci sono, poi, gli accordi petroliferi e militari siglati recentemente dalla Cina e dalla Russia per diverse centinaia di miliardi di dollari, dai quali resta clamorosamente esclusa la potenza americana.

Già solo questo ultimo avvenimento potrebbe bastare per confermare la tesi americana sulla spartizione della golosa torta siriana. Non resta, quindi, che attendere nuovi sviluppi, sulle intricate vicende di una guerra in cui quotidianamente perdono la vita centinaia di civili, per interessi ben più profondi e radicati di quanto ci si possa aspettare.

Il team di BreakNotizie