Rivoluzione nel mondo dell’astronomia: uno studio dimostrerebbe l’esistenza di un nono pianeta nel Sistema Solare

Rivoluzione nel mondo dell’astronomia: uno studio dimostrerebbe l’esistenza di un nono pianeta nel Sistema Solare

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Esiste davvero un altro pianeta ai confini estremi del nostro Sistema Solare?

È questo l’interrogativo che, da qualche tempo, scuote la comunità scientifica e che potrebbe rivoluzionare alcune delle basi dell’astronomia moderna. In base a dei complessi calcoli, pubblicati di recente sul prestigioso Astronomical Journal da parte di due ricercatori, si potrebbe supporre la presenza di un pianeta situato oltre Plutone e delle dimensioni simili a quelle di Nettuno. Dal momento che è impossibile l’osservazione diretta di quello che è stato al momento ribattezzato come il “nono pianeta”, potrebbe risultare decisivo lo studio di alcuni corpi celesti situati nella cosiddetta Fascia di Edgeworth-Kuiper e le cui orbite sembrerebbero influenzate dalla presenza di una notevole forza di gravità.

Insomma, dopo che per decenni l’attenzione degli astronomi era stata rivolta alla scoperta dei misteri della nostra galassia, ecco che la possibile presenza di un nuovo pianeta fa vacillare sin dalle fondamenta quegli stessi modelli di studio del Sistema Solare che parevano delle verità oramai assodate. L’esistenza del “Pianeta Nove” è stata infatti ipotizzata da una serie di calcoli che sono stati resi noti sul mensile Astronomical Journal e i cui autori sono due scienziati attualmente in servizio presso l’Istituto Californiano di Tecnologia (CalTech): il russo Konstantin Batygin e lo statunitense Michael Brown sono stati definiti dalla stampa d’Oltreoceano come dei veri e propri “planet hunters” (cacciatori di pianeti) e gli indizi a supporto della loro tesi potrebbero rivelarsi fondamentali per stabilire l’esatta posizione di un pianeta che, essendo troppo lontano dal Sole, è impossibile da osservare se non attraverso dei complessi modelli teorici di calcolo.

Per paradosso, lo studio di Brown e Batygin aveva come obiettivo quello di smentire le ipotesi circa l’esistenza di un nono pianeta, supportata da alcune ricerche condotte in passato. Tuttavia, l’analisi della concentrazione di diversi corpi celesti presenti nella Fascia di Edgeworth-Kuiper ha suggerito alla coppia di ricercatori che le loro orbite sembrerebbero condizionate dalla forza di gravità esercitata da un “massiccio pianeta nascosto” e che si troverebbe ben oltre Plutone, ai confini del Sistema Solare. Il misterioso “nono pianeta” avrebbe un diametro da due a ben quattro volte superiore a quello della Terra, rendendolo così il quinto più grande dopo Giove, Saturno, Urano e Nettuno; la distanza dal Sole, invece, sarebbe pari a 274 volte in più rispetto al nostro pianeta, per un totale di circa 41 miliardi di chilometri. Nel corso di una conferenza stampa, Batygin ha annunciato di avere finalmente delle “prove reali, per la prima volta dopo 150 anni” del fatto che il censimento del Sistema Solare è stato completato.

I progressi della ricerca di Batygin e Brown vengono documentati sul loro sito (findplanetnine.com) e, grazie ai continui aggiornamenti, si è scoperto anche che è stata l’individuazione di due pianeti nani, ovvero 2012-VP113 e V774104, la chiave di volta dello studio. In passato, anche un’altra coppia di scienziati, formata da Chadwick Trujillo e Scott Sheppard, aveva notato come le orbite di questi piccoli corpi celesti celassero un segreto che poteva essere spiegato solo ipotizzando l’esistenza di un pianeta sconosciuto: inoltre, sempre secondo Batygin, la stessa orbita del “Pianeta Nove” sarebbe fondamentale per stabilizzare la Fascia di Edgeworth-Kuiper, evitando così che i corpi celesti in essa presenti si scontrino.

 

Il team di BreakNotizie

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