Ritrovamento UFO in Russia: davvero non siamo soli?

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L’acronimo UFO sta per Unidentified Flying Object, quindi, in origine, identificava semplicemente ogni cosa che potesse essere avvistata in cielo a cui non si riuscisse a dare un’identità ben precisa. Con il passare del tempo, gli avvistamenti di UFO sono diventati sempre più sinonimo di alieni, ovvero segnali della presenza di altre forme di vita nell’universo.

Difficile restare neutrali davanti ad un argomento del genere: c’è chi si schiera decisamente a favore del fatto che l’uomo non sia l’unica forma di vita esistente nello spazio, e chi invece è ben più che scettico. Inoltre, c’è anche chi sostiene che, per quanto possa essere plausibile che altri pianeti oltre alla Terra siano abitati, è un po’ più difficile che queste civiltà possano essere tanto evolute da saper costruire dei mezzi capaci di volare nello spazio fino al nostro pianeta.

Sta di fatto che gli avvistamenti dei dischi volanti nel cielo sono cominciati tanti anni fa, e oggi si susseguono, amplificati dal potere del web. Capita spesso infatti di imbattersi in video amatoriali che, a detta di chi li ha girati, sono sicura testimonianza della presenza di un UFO nel cielo.

L’ultima notizia che sta facendo il giro del mondo, appassionando tutti gli ufologi più o meno esperti, è il ritrovamento in Russia, nella zona di Volgograd, di una serie di dischi di pietra. Questi dischi, che il buonsenso sembrerebbe dire essere semplici rocce dalla forma un po’ curiosa, in effetti ricordano molto da vicino i dischi volanti. Se ne sono trovati di ogni dimensione: dai più piccoli, di appena un metro, ai più grandi. Il più grande in assoluto misure il diametro di ben quattro metri.

Quest’ultima scoperta è stata effettuata da un gruppo di ricercatori guidato da Vadim Chernobrov, ed è rapidamente rimbalzata nel web, diramata dapprima da un sito in lingua russa e poi amplificata dal tabloid britannico Metro. Nelle foto si vedono i ricercatori e la gente del posto che sorridono felici di fronte a questo immane masso.

Si mormora che parte del disco sia di tungsteno, un materiale molto resistente usato per costruire le navicelle destinate a viaggiare nello spazio. Questo avvalorerebbe l’ipotesi che la roccia sia in realtà un UFO. Ma c’è anche chi si spinge oltre: Scott Waring, di UFO Sightings Daily, sostiene che l’oggetto rinvenuto in Russia sia simile in tutto e per tutto a dei massi fotografati dalla NASA sulla superficie di Marte. Ergo, si tratterebbe di una navicella che era diretta sul pianeta rosso, ma caduta per via di un guasto sulla Terra.

Di certo ora gli esperti faranno le dovute analisi: ma quale che sia il verdetto finale, ancora una volta questo episodio dimostra che l’uomo non cesserà mai di alzare lo sguardo al cielo, di notte, chiedendosi, un po’ con angoscia, un po’ con speranza, se là fuori non ci sia qualcuno oltre a noi, o se siamo davvero soli nell’Universo.

Il team di BreakNotizie