Risveglia il tuo olfatto per avere fiuto nella vita

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Platone definiva l’olfatto come un senso animale che l’uomo ha sempre più abbandonato, utilizzando fin troppo la ragione. 

Il filosofo ateniese sosteneva che è quindi necessario riattivarlo per riscoprire le parti più arcaiche di se stessi e per avere percezione completa del mondo che ci circonda. L’olfatto è il senso più antico sotto l’aspetto evolutivo e la percezione degli odori è un potere animalesco e viscerale che, a livello inconscio, esercita un ruolo determinante nella nostra storia personale.

POTERE EMOZIONALE DELL’OLFATTO
L’olfatto infatti, essendo legato a comportamenti istintivi, rimane un senso con un enorme potere emozionale ed evocativo.
Ognuno di noi ha notato di come la percezione di un particolare profumo ci può rievocare impressioni e ricordi anche molto lontani. Questo accade perché l’apparato olfattivo va ad agire direttamente sull’amigdala e sull’ipotalamo, parti del cervello che fungono da centri regolatori dell’emotività.
Il funzionamento della memoria è tale che i primi ricordi olfattivi che risalgono all’infanzia sono i più potenti nella loro capacità di suscitare emozioni gradevoli e anche i più facili a riattivare. In effetti, le memorie olfattive non svaniscono mai e più sono antiche più sono profonde sono le emozioni che risvegliano.

TRADIZIONI MILLENARIE CONOSCEVANO IL POTERE DI GUARIGIONE DELL’OLFATTO
L’incenso e le resine aromatiche hanno da sempre accompagnato i riti religiosi, le spezie profumate i nostri cibi, i balsami e gli infusi ci hanno curato.
Nella storia dell’uomo, l’abitudine di bruciare particolari piante al fine di disperderne l’aroma nell’ambiente risale a moltissimo tempo fa. Basti pensare ai rituali religiosi: l’usanza di bruciare l’incenso sembra sia necessaria per predisporre alla preghiera e alla meditazione.
Anche nella tradizione erboristica, le piante contenenti oli essenziali rivestono un ruolo fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il loro effetto sul nostro organismo.
Nonostante siano presenti numerosi studi che ne confermino l’effetto sul sistema nervoso, c’è ancora molto da indagare sulla loro esatta farmacologia. Tuttavia,nonostante la mancanza di dati certi, l’esperienza, nella storia della fitoterapia, conferma l’efficacia degli oli essenziali.

OLFATTO ALLA BASE DELL’ATTRAZIONE
Le molecole presenti negli odori, attraverso specifici recettori olfattivi, portano il loro messaggio al sistema limbico, una regione del cervello dove sono registrate tutte le nostre esperienze emozionali.
Ed è proprio qui che le essenze manifestano il loro potere evocativo o fungono da catalizzatori per situazioni ancora da esperire.
Sarebbero proprio i feromoni con le loro capacità chimiche a guidare l’accoppiamento tra uomini e donne, con un evidente peso specifico elevatissimo dell’olfatto.

SE NON RIATTIVIAMO L’OLFATTO NON AVREMO FIUTO PER LA SCELTA MIGLIORE
Il massimo della capacità olfattiva nell’uomo si osserva nei bambini, che possono avere circa 40 milioni di neuroni olfattivi, per poi calare progressivamente con l’avanzare dell’età: un anziano arriva ad avere più o meno 5 milioni di neuroni olfattivi.

COME  RISVEGLIARE L’OLFATTO 
Annusa!
Annusare una pianta, un fiore, il cibo, le persone (in modo discreto a meno che non sia il tuo partner) è di fondamentale importanza per captare la sua completa energia, ma soprattutto per entrare in completa e profonda relazione con noi stessi e il mondo che ci circonda!
Puoi acquistare degli oli essenziali e annusarli e osservare quello che ti evocano:

  • olio essenziale di rosmarino per favorire la concentrazione e ridare energia (spesso associato all’olio essenziale di Menta);
  • olio essenziale di Lavanda contro l’ansia, lo stess, l’insonnia e per alleviare l’emicrania;
  • olio essenziale di limone, mandarino e degli agrumi in generale, sono tonicizzanti e rinvigorenti;
  • Ylang – Ylang, il Patchouli e la Vaniglia, oli essenziali di piante esotiche che, non a caso, hanno una funzione afrodisiaca, ossia aiutano ad aumentare la libido e a risvegliare i desideri.

In poco tempo si noteranno dei miglioramenti e se si lascia andare l’analisi razionale per invece fidarsi del proprio fiuto si scoprirà di avere uno strumento eccezionale da usare a proprio vantaggio. Si scoprirà che non era un caso avere sempre il raffreddore e naso chiuso.

 

 

 

 

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