Riscontri incerti e responsabilità nascoste nella tragedia del volo Mh17 Malaysia Airlines

Riscontri incerti e responsabilità nascoste nella tragedia del volo Mh17 Malaysia Airlines

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L’inchiesta circa le cause dello schianto del volo Mh17 della Malaysia Airlines, che nell’estate del 2014 è precipitato nei cieli dell’Ucraina orientale, è stata resa pubblica il 13 ottobre dal Consiglio di Sicurezza dei Paesi Bassi.

Il rapporto presentato, però, risulta incompleto. Manca la parte più importante, ossia quella in cui vengono indicati i colpevoli del disastro. Non si è, dunque, riusciti ancora a far luce su ciò che è successo all’aereo malese. Ciò è dovuto al fatto che questa parte dell’inchiesta è di competenza di un pool internazionale di investigatori, con esponenti di vari Paesi come la Malesia, l’Ucraina, l’Australia, il Belgio e l’Olanda, i quali lavorano da tempo per capire cosa l effettive cause che portarono alla caduta dell’aereo.

Per tentare di far luce sulla incresciosa vicenda, anche una società russa, chiamata “Almaz-Antey“, ha condotto una propria indagine parallela, durante la quale, poco tempo prima che l’inchiesta venisse resa nota, ha simulato due esperimenti in cui, un aereo dismesso, modello “IL-86”, veniva colpito da sistemi antiaerei “Buk“. I risultati degli esperimenti, in seguito, sono stati presentati a Mosca e indicavano come, presumibilmente, la causa della caduta del boeing sia stato un missile “9M38”. Questo è un tipo di missile dismesso dagli armamenti russi dal 2011. Esso, quindi, sarebbe stato lanciato da territorio ucraino per poi colpire l’aereo malese nel lato sinistro della cabina di guida. Questa, considerando i risultati dei calcoli fatti sulle possibili traiettorie balistiche, sarebbe l’unica possibile spiegazione dell’incidente.

Il direttore del Centro per l’informazione politica, Alexey Mukhin, ha asserito che l’inchiesta resa nota dovrebbe essere integrata con i risultati dell’ “Almaz-Antey”, in quanto le due indagini non si contraddicono ma, al contrario, si completano a vicenda, a dimostrazione del fatto che si è molto vicini alla verità. Il fulcro dell’inchiesta, secondo Mukhin, è il ruolo dell’ Ucraina, la quale non viene più vista come vittima di una tragedia e principale accusatore, ma come un Paese che ha preso una serie di decisioni quantomeno strane. Per esempio, le autorità ucraine non hanno chiuso, quel giorno, lo spazio aereo subito sopra la zona del conflitto ai civili e la stessa Olanda, nonostante le pressioni esterne di Kiev, non ha indicato, nel proprio rapporto, che il missile fosse stato lanciato da milizie separatiste.

Il documento olandese presentato, infatti, non è stato redatto con la dovuta precisione e riporta una serie di ipotesi che si sono rivelate molto vaghe e per niente approfondite.
Ad esempio, non sono stati riportati nel rapporto i dati delle scatole nere e le conversazioni tra equipaggio e controllori di volo. Alla luce di queste carenze, di conseguenza, sono stati duramente contestati i metodi di indagine utilizzati. Nonostante questo, però, i risultati a cui è arrivata l’Olanda devono essere accettati tenendo conto della delicata posizione in cui essa si trova. A sua discolpa, pur avendo fatto un lavoro apparentemente non professionale e alquanto superficiale, essa è riuscita a mantenere una sorta di neutralità, evitando di accusare direttamente la Russia, come avrebbero voluto gli Stati Uniti e l’Ucraina stessa e riuscendo a districarsi molto bene nel braccio di ferro tra questi due Paesi che, da anni ormai, sono in costante rivalità.

Il team di BreakNotizie

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