Riscaldamento globale: il 2018 è stato l’anno più caldo di questi ultimi due secoli

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Gli ultimi 4 anni sono stati i più caldi mai registrati dal 1800: l’allarme arriva dal panel internazionale Copernicus Climate Change Service.

A dispetto di quanto molti pensano di fronte alle temperature glaciali di questo periodo, il riscaldamento globale non è affatto andato in vacanza. Secondo i dati rilevati dal Copernicus Climate Change Service (C3s), infatti, gli ultimi quattro anni sono stati in assoluto i più caldi sinora registrati. Il 2018, in particolare, si aggiudica il triste primato di anno più caldo in Italia dal 1800 ai giorni nostri.

Temperature in costante aumento

Il 2018 è stato molto caldo, il quarto anno con temperature più alte mai registrate” ha dichiarato in una nota Jean-Noël Thépaut, a capo del Copernicus climate change service. “Eventi climatici rilevanti come l’estate calda e secca in gran parte dell’Europa e l’aumento della temperatura nelle regioni artiche sono segnali allarmanti per tutti noi”. L’ultimo rapporto del panel internazionale sui cambiamenti climatici, intitolato “Riscaldamento Global di 1,5°C”, sottolinea inoltre l’urgenza di un intervento tempestivo e congiunto entro poco tempo.

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A confermare questa tendenza anche i dati forniti dal Global Carbon Project (Gcp) e dal World Meteorological Organization (WMO): la temperatura globale dell’aria è aumentata di 0,1°C ogni 5 anni a partire dalla metà degli anni ’70 ma negli ultimi cinque anni l’incremento è salito a circa 1,1°C. È stato rilevato, inoltre, un riscaldamento maggiore rispetto alla media nella zona dell’Artico, in particolare nello Stretto di Bering, al confine fra Russia e Stati Uniti e vicino all’arcipelago delle Svalbard. Le altre aree con temperature annue sopra la media sono state l’Europa, gli Stati Uniti occidentali e il Medio Oriente. Vi sono altre zone, invece, come l’Asia centrale, le aree centrali della Russia e il Nord Est dell’America settentrionale, che hanno registrato temperature inferiori alla media.

I livelli di anidride carbonica preoccupano gli esperti

Nel medesimo rapporto fornito dal C3s viene messo in evidenza anche l’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Il 2018 ha avuto un tasso di crescita superiore al 2017, ben 2,5 ppm in più, per un totale di 406,7 ppm.

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L’aumento di anidride carbonica registrato dal C3s

Il record per più alto tasso di crescita, però, lo detiene ancora il 2015: il fenomeno climatico conosciuto come El Niño aveva causato un minor assorbimento di CO2 da parte della vegetazione terrestre, oltre ad enormi emissioni derivanti dagli incendi. Il grande timore degli scienziati è che nel 2019 il fenomeno meteorologico possa fare nuovi danni, contribuendo a renderlo l’anno più caldo della storia.

Il Team di BreakNotizie

 

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