Resti di animali non dichiarati nei cibi pronti per cani e gatti

Resti di animali non dichiarati nei cibi pronti per cani e gatti

- in Animali
1614
0

Dopo lo scandalo avvenuto nel 2013 riguardo la carne di cavallo spacciata per carne bovina negli hamburger in vendita nei supermercati irlandesi ed inglesi, ora è il turno delle scatolette e dei barattoli di cibo per gatti e cani.


In 14 tipi di prodotti alimentari destinati all’alimentazione di animali domestici sono stati rilevati infatti tessuti e proteine di animali differenti rispetto a quelli dichiarati sulla confezione. La verità è venuta a galla grazie ad uno studio pubblicato sul giornale scientifico “Acta Veterinaria Scandinavica”, ad opera dei ricercatori dell’Università di Nottingham.
La scoperta ha lasciato seriamente indignati gli inglesi, in particolare i padroni di gatti e cani, ma dovrebbe far riflettere anche i restanti cittadini europei e le industrie produttrici di cibo per animali affinché garantiscano una trasparenza maggiore sulle etichette dei prodotti.
I ricercatori hanno effettuato le analisi del DNA a 17 celebri prodotti alimentari per animali. I risultati dei test sono stati sconcertanti: ben 14 contenevano tracce di DNA bovino, suino e di pollo non indicati sull’etichetta ed in proporzioni variabili. Inoltre su 7 cibi aventi la dicitura “Manzo” sull’etichetta, solamente 2 contenevano effettivamente carne bovina, gli altri invece contenevano per lo più DNA di maiale e pollo.
In 2 prodotti su 6 a base di pollo invece la percentuale di DNA di carne di manzo e maiale superava quella di derivazione avicola. Nessuna indicazione in merito nelle etichette.
“Il problema deve interessare tutti i consumatori dell’Unione perché la legge europea non impone la tracciabilità completa dei cibi per animali e sull’etichettatura lascia margini decisionali. Non si tratta solo di mancanza di trasparenza per chi sceglie i cibi pronti per i propri animali, diviene particolarmente importante se si possiedono animali con allergie alimentari”, hanno sottolineato con gravità gli autori della ricerca.
Sebbene la Fediaf (“Federazione delle industrie europee dei cibi per gli animali domestici”) abbia indicato delle linee guida e delle regole generali a tutela dei consumatori è evidente il fatto che queste vengano ignorate da una buona fetta di aziende del settore. Servirebbe più chiarezza invece, per fare in modo che padroni di cani e gatti possano scegliere ed acquistare determinati prodotti con maggiore serenità e consapevolezza.

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

Cosa succede se si consente ai degenti di