Repubblica Centrafricana: cosa c’entrano gli USA nella guerra civile?

Repubblica Centrafricana: cosa c’entrano gli USA nella guerra civile?

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La Repubblica Centrafricana sta implodendo e nessuno sembra curarsene a sufficienza.

Sono moltissime, infatti, le persone che non hanno accesso agli aiuti umanitari che in quel territorio sono fondamentali per poter sopravvivere. Purtroppo, però, c’è chi parla di un’imminente guerra civile che avrebbe conseguenze ancora più disastrose. Qualche giorno fa, alcuni civili sono rimasti vittime di uno scontro tra le milizie cristiane e quelle musulmane a Bangui. Tali scontri sono solo gli ultimi di una lunga serie e, questa volta, sono stati scatenati dalla decapitazione di un tassista di religione musulmana. Stephen O’Brien, responsabile delle operazioni umanitarie per conto dell’ONU, ha dichiarato che la situazione nel Paese si sta rapidamente deteriorando e che sono già 40.000 le persone che hanno deciso di lasciare Bangui. Ovviamente, l’acutizzarsi dello scontro tra musulmani e cristiani non farebbe altro che peggiorare la situazione già di per sé molto compromessa. O’Brien, inoltre, non ha potuto fare a meno di evidenziare che per gli operatori del soccorso è molto difficile, oltre che rischioso, svolgere la propria missione.

È recente la notizia secondo la quale le forze speciali americane avrebbero legami con una milizia musulmana. Sulla base di alcune indiscrezioni, pare che tale collegamento sia con i ribelli di Seleka. Questa milizia è impegnata in una lotta con una fazione cristiana al fine di ottenere il potere sul territorio. Il Paese, infatti, è ricco di uranio, diamanti, oro e, addirittura, di legna e, dunque, è molto appetibile agli occhi del mondo intero. Dopo aver ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1960, la Repubblica Centrafricana ha dovuto fare fronte a ben cinque colpi di Stato, alcuni dei quali con una probabile regia francese. In ogni caso, ad oggi i civili uccisi sono moltissimi ed anche il numero degli sfollati cresce in maniera esponenziale. Ad essere temuto, però, è il rischio che il sostegno degli USA potrebbe dare forma ad una lotta ancora più sanguinosa tra le due fazioni.

Il Washington Post ha reso noto il fatto che le forze speciali USA hanno organizzato una base molto vicina al luogo in cui si trova la milizia Seleka. Stando alla versione ufficiale delle forze armate, l’obiettivo principale è Joseph Kony, un individuo che tiene le fila del cosiddetto Esercito di resistenza. Ma perché gli USA cercano proprio Kony? Questo personaggio è entrato nel mirino di Washington dopo la pubblicazione di un video in cui venivano pubblicizzate tutte le azioni commesse dalla sua organizzazione. Dopo la diffusione di tale video, Barack Obama aveva dato l’ordine di trovare Kony e tutti i suoi seguaci. Fino ad adesso, però, le ricerche non hanno avuto alcun genere di riscontro e gli americani hanno pensato di ricorrere all’aiuto della milizia Seleka per ottenere informazioni.

Il problema è che tale contatto con i Seleka sta scatenando pericolose reazioni e sta destando non poca preoccupazione tra le truppe presenti sul territorio. Washington, dal canto suo, esclude ogni tipo di responsabilità nell’inasprimento dei conflitti. Una cosa è certa: la situazione è molto complessa ed articolata ed è estremamente necessario che le Nazioni Unite si facciano carico della crisi umanitaria che sta coinvolgendo milioni di persone e che, in breve tempo, potrebbe rischiare di diventare incontrollabile.

Il team di BreakNotizie

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