Regno Unito, l’Hard Brexit sarebbe più dannosa per l’UE che per l’Inghilterra

Regno Unito, l’Hard Brexit sarebbe più dannosa per l’UE che per l’Inghilterra

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Una “Hard Brexit” potrebbe nuocere più all’UE che all’UK

Hard Brexit o Soft Brexit? Il tema dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea dopo il referendum del 23 giugno continua a muovere polemiche anche per le conseguenze economiche del divorzio fra Uk ed Unione.
Le modalità del distaccamento dell’Inghilterra dall’Unione Europea non sono ancora state del tutto definite, e l’uscita dal mercato unico, secondo il Ministero del Tesoro britannico, potrebbe portare ad una grande perdita per lo Stato. In particolare un’uscita “hard” dall’Unione comporterebbe una perdita di 66 miliardi di sterline all’anno dalle casse del Tesoro (cifra pari ad un decimo delle imposte raccolte nel 2016).
È stato proprio il celebre giornale Times a prospettare le perdite che un’Hard Brexit porterebbe per l’economia del Regno Unito una batosta abbastanza intensa. L’indagine parla addirittura di un Pin in caduta di nove punti e mezzo, con il rischio che la Gran Bretagna conosca la recessione.

Ma le modalità “dure” dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbero comportare perdite economiche più pesanti ancora per l’Unione Europea, che non per l’Inghilterra.
Il Times, citando dei dati raccolti dall’Istituto di ricerca Civitas, ha rilevato che le imprese europee subiranno perdite per almeno otto miliardi di sterline in più rispetto a quelle della Gran Bretagna.
Infatti laddove l’UK dovesse optare per una “Hard Brexit” Londra perderà di conseguenza una zona del mercato unico, e le aziende extracomunitarie saranno tenute a pagare i dazi doganali per una stima complessiva di almeno 13 miliardi di sterline, che non erano dovute quando il Regno Unito faceva parte dell’Unione Europea.

Le tasse annuali per le aziende britanniche nei confronti di quelle stanziate nell’ambito dell’Unione ammonterebbero invece a meno della metà, circa 5,2 miliardi di sterline.
L’Istituto Civitas ha quindi sostenuto che, procedendo in questo modo, i dazi per l’esportazione delle merci e beni nel Regno Unito supereranno di molto quelli che dovranno invece pagare le aziende inglesi.
In poche parole, una Brexit secca potrebbe comportare più danni economici per gli Stati facenti parte dell’Unione Europea che commerciano con il Regno Unito, che non il contrario.

Il Financial Times ha infine riportato che la grande banca russa Vtb, una delle più grandi del Paese asiatico, ha deciso di lasciare Londra e di collocarsi invece in Francia, o Austria o Germania.
Secondo il quotidiano il “trasloco” di alcune banche dall’isola al continente potrebbe causare la perdita di circa 71mila posti di lavoro, e una perdita di circa 10 miliardi di sterline per le casse dello Stato, dovuta ovviamente ai mancati introiti delle tasse.
La sterlina è rimasta per ora sotto pressione sui mercati delle valute, ma sembra continui ad indebolirsi.

 

 

Il team di BreakNotizie

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