Referendum: il golpe del sì

Referendum: il golpe del sì

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Uno schieramento di forze mai visto si sta muovendo per il sì al referendum costituzionale: un golpe globale che vede Obama e Merkel al fianco di Renzi

La debolezza dell’attuale governo Renzi sta emergendo in maniera chiara a poche settimane dal referendum costituzionale: tutti i sondaggi danno il no in vantaggio, e allora il premier italiano va in cerca di appoggi all’estero presso leader stranieri che in linea teorica dovrebbero avere ben poca voce in capitolo su un referendum che riguarda la costituzione di un altro Paese, e invece si spendono in favore di una parte. L’atteggiamento di Renzi evidenzia il timore di perdere una sfida da lui stesso lanciata con fin troppo ottimismo.

L’ex sindaco di Firenze è andato così a chiedere l’aiuto di due leader che al momento hanno ben altri problemi a cui pensare, ma che hanno comunque voluto dire la loro e appoggiare questa sorta di “golpe del sì” con il quale chi è al potere spera di avere la meglio sulla volontà popolare. Obama ha accolto Renzi a Washington in pompa magna, uno degli ultimi atti della sua presidenza che ormai volge al termine dopo otto anni di aspettative deluse. Ad attenderlo ormai c’è solo un ricco pre-pensionamento, lasciando una situazione internazionale più complicata di come l’aveva trovata a causa degli interventi americani in nord Africa e nel Medio Oriente e di una lotta al terrorismo condotta con una strategia doppiogiochista.

Per ottenere l’endorsement del presidente americano uscente, tuttavia, Renzi ha dovuto promettere l’impegno militare italiano in Lettonia e in Libia, e già questo sarebbe un motivo sufficiente per capire che votare no significa tenere fuori l’Italia dai pericolosi giochi di guerra nei quali si sta impegnando l’Occidente. Pure l’Europa dei poteri forti, capeggiata da Bruxelles e dalla Merkel, ha deciso di sorreggere Renzi una volta constatato quanto il “pericolo” della vittoria del no al referendum sia concreto. Come il premier italiano, però, anche la Merkel deve fare i conti con una situazione interna piuttosto complessa e resa difficile dalle due ultime batoste elettorali.

Come poche altre volte nella storia recente, gli italiani dispongono di uno strumento per fermare tale spiegamento di forze: proprio la costituzione che la riforma vuole cambiare, in modo da togliere ulteriori strumenti ai cittadini e mettere tutto il potere nelle mani di coloro che saranno in grado di racimolare un pugno di voti sufficiente a prevalere sulle forze avversarie, a qualsiasi costo e a dispetto dell’astensionismo che ben sottolinea il crescente disgusto degli elettori di fronte a certa politica.

Il team di BreakNotizie

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