Referendum: cosa farà Renzi in caso di sconfitta?

Referendum: cosa farà Renzi in caso di sconfitta?

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Resta un’incognita il dopo-referendum per il governo-Renzi: dopo aver annunciato le dimissioni in caso di sconfitta, il premier ha ritrattato. Cosa succederà?

Quando le previsioni circa l’esito del referendum davano il sì in vantaggio, Matteo Renzi aveva deciso di legare il suo destino proprio al voto, trasformando il referendum costituzionale in un plebiscito su se stesso e sull’operato del suo governo. Nel momento in cui, però, i sondaggi hanno iniziato a mostrare che erano i no a prevalere, il premier si è rimangiato la parola, cercando goffamente di smarcare la sua immagine dal referendum che lui in primis aveva fortemente voluto. Dopo aver annunciato le dimissioni in caso di sconfitta del sì, ha poi ritrattato tirandosi indietro.

Cosa succederà, dunque, se dovesse vincere il no, come indicano gli ultimi sondaggi? Le dimissioni potrebbero essere davvero la strada che Renzi seguirà, ma non come ammissione della propria sconfitta bensì come semplice calcolo politico: rimanendo al governo con la vittoria del no, il premier verrebbe incalzato per lasciare la segreteria del Pd e poi scaricato dal suo stesso partito, rimanendo al capo di un governo allo sbando e decretando la sua fine politica.

Dimettendosi da presidente del Consiglio, invece, avrebbe l’opportunità di restare segretario del Partito Democratico, guadagnare tempo ed evitare elezioni immediate, poiché il suo partito non avrebbe la forza di vincere. Ecco perché, quindi, Renzi preferirà riorganizzare il partito, azzerando le voci a lui contrarie, lasciando Palazzo Chigi ad una sorta di “nuovo Monti”, ovvero un presidente non eletto per la quarta volta dal 2011, dopo Monti, Letta e appunto Renzi.

Una situazione che sarebbe assai gradita anche ai poteri forti, per continuare a mantenere l’Italia in una sorta di limbo e in posizione di debolezza così da imporre più facilmente ai governi transitori – rigorosamente mai eletti dal 2008 in poi – i diktat economici tanto cari a Bruxelles. Si tratta comunque di un rischio per Renzi, ma decisamente minore rispetto all’altro, ovvero rimanere premier facendo i conti con le numerose turbolenze dovute alla sconfitta referendaria. Infine una curiosa coincidenza: quattro anni fa Monti si dimise da premier proprio a ridosso di Natale, come potrebbe accadere pure a Renzi.

Il team di BreakNotizie

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