Reddito nazionale lordo: i dati delle nazioni europee mettono in evidenza Berlino e Parigi

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Il Pil, prodotto interno lordo, è il dato sul quale si valuta la crescita di un Paese, ed è da sempre al centro di ogni dibattito politico. Nel corso degli anni sono stati fatti vari tentativi per porre in evidenza anche altri dati, come ad esempio il benessere sociale delle popolazioni e la sostenibilità ambientale, ma senza successo.

Un altro dato, molto importante in quanto su di esso vengono calcolati i contributi che ogni stato deve corrispondere per garantire il funzionamento delle istituzioni dell’Unione Europea, è il reddito nazionale lordo. Questo dato si differenzia dal Pil, in quanto per calcolarlo vengono messi insieme tutti i redditi conseguiti dai cittadini del Paese, sia sotto forma di redditi da lavoro che da capitale. In questo modo alcune nazioni beneficiano dei proventi che loro cittadini e le aziende realizzano all’estero, nonché di quelli di aziende estere di proprietà del Paese.

Tra le nazioni europee il dato del reddito nazionale lordo supera il Pil solo in Germania e Francia. Da questi dati, ad esempio, si percepisce come la Germania possa essere più ricca grazie anche al contributo italiano, viste le numerose acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi tedeschi, l’ultima delle quali, in ordine di tempo, è stata quella di Italcementi.

Secondo Thomas Piketty, un noto economista francese, i Paesi ricchi lo sono così due volte, in quanto sommano al loro prodotto interno quanto deriva dagli investimenti di capitale in aziende estere, raggiungendo in questo modo un reddito nazionale superiore a quello prodotto internamente. Invece, altri Paesi si trovano a dover conteggiare in negativo la differenza tra il ricavi prodotti all’estero, e quelli prodotti in casa ma che incidono positivamente sui conti di aziende estere.

I dati disponibili relativi al 2013 confermano che nella stragrande maggioranza dei Paesi c’è sostanziale equivalenza tra Pil e reddito nazionale lordo ma tra i vari Paesi le differenze restano marcate. Tra i Paesi che fanno parte dell’Unione Europea, la Germania vanta un + 2,6% del reddito nazionale lordo rispetto al Pil, e la Francia un + 1,7%. Tra quelli che sono al di fuori dell’Eurozona c’è un + 3,6% sia in Danimarca che in Svezia, mentre di segno diametralmente opposto è la situazione che si verifica in Irlanda, con gli altri stati che prendono circa il 15% della sua produzione. La stessa cosa avviene per quanto riguarda i Paesi dell’Est europeo.

Se si analizza la situazione dell’Italia, si nota come i flussi di reddito che vanno verso l’estero e che quelli che arrivano da altri Paesi sono quasi uguali, ma la differenza tra il Pil italiano ed il reddito nazionale lordo è frutto di dinamiche “contrastanti”. Secondo i dati disponibili i redditi da lavoro dei nostri concittadini all’estero sono in crescita, visto che nel 2014 hanno raggiunto i 5,4 miliardi di euro, partendo da un dato di 1,5 miliardi relativi al 1995, e sono inoltre maggiori di quelli che sono stati prodotti da stranieri residenti in Italia, che si attestano a quota 1,8 miliardi. Questo trend conferma la sensazione, già evidenziata nel corso degli ultimi anni, che molti italiani preferiscono cercare lavoro oltre confine. Anche il dato relativo ai redditi da capitale, con esclusione degli interessi, fa registrare un saldo positivo di circa 15 miliardi di euro, e ciò testimonia che anche i nostri connazionali che dispongono di soldi da investire, preferiscono farlo all’estero.

Ad incidere in maniera negativa ci sono però gli interessi, gran parte dei quali relativi al debito pubblico, che nello scorso anno hanno superato i 25 miliardi di euro, e sono finiti in mano a investitori stranieri. Proprio questo fardello impedisce al nostro Paese di detenere un reddito nazionale lordo maggiore del Pil.

Il team di BreakNotizie