Reddito di cittadinanza: come sta funzionando in Finlandia

Reddito di cittadinanza: come sta funzionando in Finlandia

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Sini Marttinen è una ragazza finlandese pagata per trovarsi un lavoro: è l’esperimento finlandese sul reddito di cittadinanza. Scopriamo se sta funzionando

La Finlandia potrebbe rivoluzionare a breve il funzionamento del welfare: lo scorso primo gennaio è partito l’esperimento del reddito di cittadinanza destinato ad un gruppo di 2 mila disoccupati scelti casualmente. I detrattori parlano di stipendio per non lavorare, i diretti interessati invece lo considerano un incentivo proprio per cercare lavoro. È il caso di Sini Marttinen, 31enne disoccupata con una laurea in Economia: una condizione condivisa da molti giovani in Europa e naturalmente anche in Italia. Il suo esempio è dunque ottimo per capire se la strada intrapresa dal governo finlandese può avere un futuro.

Il progetto prevede un sostegno di 560 euro al mese ai disoccupati per un periodo di due anni, sia che trovino un lavoro in questo arco di tempo sia che rimangano inoccupati. È su questo punto che si sono scatenate le polemiche in Finlandia: fra i contrari a questa forma di supporto c’è chi ritiene che sia uno stipendio regalato a chi non lavora, ma Sini smentisce fermamente; grazie a questo sostegno, infatti, può impegnarsi nella ricerca del lavoro più adatto a lei, senza dover scendere a compromessi svalutando se stessa e gli anni di studio portati a termine.

Un progetto ambizioso, che la Finlandia può permettersi di sostenere poiché è uno Stato che funziona: la percentuale di tasse sullo stipendio può arrivare anche al 60%, ma gli stipendi sono decisamente più alti rispetto alla media europea (una donna delle pulizie può arrivare a costare anche 35 euro all’ora) ma soprattutto ciò che lo Stato preleva ai cittadini viene impiegato nella maniera migliore e i servizi – dalle scuole agli ospedali, dal trasporto pubblico al welfare – raggiungono livelli di eccellenza inimmaginabili altrove.

Il welfare, nello specifico, attualmente costa tra i 13 ed i 14 miliardi di euro, e prevedendo l’inserimento del reddito di cittadinanza aumenterebbe di appena 1 miliardo di euro: un peso dunque sopportabile, che rende l’idea del reddito per i disoccupati attuabile. Ciò che preoccupa sono le conseguenze di un cambiamento tanto radicale, che in molti giudicano imprevedibili. Il primo mese di sperimentazione, tuttavia, è stato incoraggiante e molti si dicono ottimisti: certo, non tutti saranno incentivati a trovare lavoro, alcuni ne approfitteranno, ma secondo gli analisti si tratterà di una minoranza. Per questo in tanti si dicono convinti che il progetto funzionerà e fra due anni potremmo assistere ad una rivoluzione del welfare finlandese. Con la speranza che anche altri Paesi europei seguano la strada tracciata da Helsinki.

Il team di BreakNotizie

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