Realizzata in Italia la prima retina artificiale interamente organica

Realizzata in Italia la prima retina artificiale interamente organica

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Milioni di persone riavranno la vista grazie a questa invenzione tutta italiana, innovativa rispetto alle altre retine poiché completamente organica e quindi meno soggetta a rigetto e infezioni

Strati polimerici in carbonio al posto di componenti elettronici e silicio: è questa la grande innovazione della prima retina artificiale realizzata interamente in materiale organico. Lo studio portato avanti per la sua realizzazione è tutto italiano, dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova in collaborazione con il Centro di Nanoscienze e Tecnologie, il Centro Neuroscienze e Tecnologie sinaptiche, l’Ospedale Sacro Cuore di Verona, Innovhub Ssi Milano e l’Università de L’Aquila. Pubblicato su Nature Materials, la ricerca mette in evidenza tutti i vantaggi dell’utilizzo di materiali organici: l’abbattimento delle possibilità legate all’insorgere di infezioni ma anche una maggiore libertà nella scelta della forma del supporto.

La retina è stata progettata per risolvere un tipo particolare di patologia degenerativa chiamata retinite pigmentosa, in cui ad essere danneggiati sono soltanto i fotorecettori e non i neuroni coinvolti nel processo visivo. È questa infatti la condizione essenziale per poter applicare una retina artificiale. Gli strati polimerici dal quale questa nuova retina è costituita, trattandosi di carbonio, medesimo atomo che compone i tessuti umani, giocano un ruolo fondamentale nel trapianto di organi e tessuti riducendo al minimo le possibilità di rigetto e garantendo una maggiore compatibilità.

La struttura della retina organica è costituita da tre parti principali: un substrato ottenuto da fibroina, proteina della seta, un polimero semiconduttore ed un polimero conduttore. Il funzionamento ricorda quello dei pannelli solari: la luce viene convertita in impulso elettrico e di seguito trasmesso ai neuroni della retina. La sperimentazione effettuata sui topi di laboratorio colpiti da retinite pigmentosa ha dato ottimi risultati ed i ricercatori sono intenzionati ad applicare la prima retina organica su un essere umano entro il 2018.

Fabio Benfenati, a capo del gruppo di lavoro dell’Istituto Italiano di Tecnologia

Nei topi la retina artificiale si è mantenuta in perfette condizioni anche a distanza di 10 mesi dall’intervento: ciò è in linea con le aspettative dei ricercatori i quali hanno optato per la realizzazione di una struttura interamente organica proprio per evitare la degradazione dei materiali così come il rigetto. Le sperimentazioni stanno proseguendo sui maiali ma quando si passerà agli esseri umani occorrerà tener conto di un ostacolo non da poco: maggiore sarà la porzione di retina vera rimossa dall’occhio del paziente, maggiori saranno le possibilità del distacco della retina stessa. Una nuova sfida per i ricercatori dell’Istituto di Tecnologia, che sperano che la retina organica possa presto entrare a far parte dello spettro di interventi in grado di migliorare la vita delle persone.

Il Team di Breaknotizie

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