Ratisbona, abusi e violenze per trent’anni su 547 bambini del coro

Ratisbona, abusi e violenze per trent’anni su 547 bambini del coro

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In base al report reso noto dal legale Ulrich Weber 67 bambini del Regensburg Domspatzen subirono anche abusi sessuali oltre a percosse e punizioni sin troppo severe. Fra i corresponsabili degli abusi anche Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI.

Ben 547 i bambini vittime di abusi psicologici e fisici da parte di insegnanti e preti della Cattedrale di Ratisbona a cavallo fra il 1945 ed i primi anni ’90. Sarebbe questo l’orrido scenario descritto in un rapporto consegnato lo scorso 18 luglio dall’avvocato Ulrich Weber, che denuncia le violenze subite dai membri del Regensburg Domspatzen, celebre coro della cattedrale cattolica tedesca. Le denunce sono state raccolte a partire dal 2010: in base a quanto riportano i documenti, 500 bambini sono stati vittime di violenza fisica e 67 persino di violenza sessuale. Secondo l’avvocato sono stati già identificati 49 colpevoli, ma trattandosi di reati andati in prescrizione, difficilmente si terranno dei processi in merito.

Quella scuola era una prigione, un inferno, un campo di concentramento”, recita uno dei passaggi del report. Già nel precedente rapporto del 2016, Weber aveva trascritto di 231 casi di maltrattamenti che includevano percosse, privazione del cibo e stupro. Stando alle dichiarazioni del legale, la maggioranza delle persone che sono state intervistate per la stesura di questo scritto hanno definito il periodo trascorso nell’ambiente del coro come il peggiore della loro esistenza, caratterizzato violenza e paura e senza un aiuto”. La notizia in sé non è nuova giacché qualche anno fa il presunto scandalo aveva sollevato un enorme interesse mediatico a livello internazionale, soprattutto perché fra i vecchi direttori del coro dei “Passeri del Duomo”, nel trentennio che intercorre fra il 1964 e il 1994, c’è stato anche Georg Ratzinger, fratello del papa emerito Benedetto XVI.

In seguito alle denunce degli scorsi anni la diocesi ha cominciato a cooperare dall’anno scorso con le autorità per l’inchiesta sui presunti abusi ed ora dovrà pagare ad ogni vittima un risarcimento di 20 mila euro. Si tratta per lo più di ex alunni che al tempo frequentavano la terza e quarta elementare. Sette anni fa, dopo le prime denunce, Georg Ratzinger si scusò pubblicamente ma affermò anche di essere stato totalmente all’oscuro delle violenze a sfondo sessuale durante un’intervista alla stampa tedesca: “Se avessi saputo degli eccessi di violenza che avvenivano, avrei fatto qualcosa, chiedo perdono alle vittime”. Ciononostante ammise di sapere delle severe punizioni fisiche inflitte ai bambini e di aver dato anche lui, durante i suoi primi anni da direttore, qualche schiaffo agli alunni ma di aver provato sollievo quando all’inizio degli anni ’80 le punizioni corporali furono vietate dalla legge.

A lui l’avvocato Weber ha attribuito la corresponsabilità di “aver chiuso gli occhi senza prendere misure in merito”. Nel corso della conferenza stampa dove si è tenuta l’illustrazione del report è stato puntato il dito anche contro l’omertà imperante in questi ambienti, la cosiddetta “cultura del silenzio”, che ha fatto sì che molte figure della gerarchia ecclesiastica tacessero sul maltrattamento nei confronti dei minori al solo scopo di difendere il “buon nome” dell’istituzione. Le critiche maggiori sono andate al cardinale Gerhard Ludwig Müller, vescovo di Ratisbona nel 2010, che al tempo gestì la vicenda in maniera inadeguata, senza cercare un dialogo con vittime. Il parere del Vaticano sulla questione pare esser chiaro: Muller è già stato sollevato dall’incarico di capo dell’ex sant’Uffizio lo scorso giugno da Papa Francesco. L’indennizzo che le vittime dichiarate riceveranno, però, è sicuramente ben poca cosa rispetto alle sofferenze subite da bambini per mano di persone che avrebbero dovuto guidarli e proteggerli: i soldi non restituiranno la loro infanzia perduta.

Il Team di Breaknotizie

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