Quando la vendemmia diventa un incubo: imprenditore costretto ad assumere i propri amici

Quando la vendemmia diventa un incubo: imprenditore costretto ad assumere i propri amici

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La burocrazia italiana è una vera e propria giungla: questa volta, ad averne pagato le spese, è un’azienda agricola a conduzione familiare che si è vista costretta ad assumere 11 amici che, per puro divertimento, sono stati trovati dagli ispettori del lavoro a vendemmiare.

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La storia

Il titolare di un’azienda agricola della provincia di Treviso è stato costretto ad assumere alcuni amici che avevano deciso di trascorrere una giornata all’insegna del divertimento. Gli 11 amici del titolare dell’azienda stavano tranquillamente vendemmiando quando è piombata un’ispezione. Ovviamente, il titolare non aveva siglato alcun contratto con i suoi amici che, peraltro, avevano deciso di dargli una mano del tutto volontariamente. Qualcosa, però, alla Direzione territoriale del lavoro non quadrava e, dunque, è stato necessario procedere con una regolare assunzione.

La normativa

Stando a quanto dichiarato dalla Direzione territoriale del lavoro, gli unici ad avere il diritto di lavorare nella vigna sono il titolare, la figlia e la legittima moglie. Tutti gli altri, pertanto, sono risultati essere lavoratori in nero. Oltre il danno, però, anche la beffa. Sì, perché al titolare dell’azienda agricola è toccato assumere i suoi amici per un contratto non inferiore a tre mesi. Come è facile immaginare, poi, è stata comminata anche una sanzione di qualche migliaio di euro legata al mancato rispetto delle normative in merito alla sicurezza sul lavoro. Insomma, una tranquilla giornata tra amici si è trasformata in un vero e proprio incubo. Riguardo a tale questione, è necessario fare presente che non si è trattato di un eccesso di zelo ma, molto più semplicemente, di una normale prassi. Non avendo alcun legame formalmente riconosciuto con il titolare dell’azienda, gli amici risultavano essere a tutti gli effetti operai non regolarmente assunti. Senza alcun dubbio, si tratta, comunque, di una misura volta a disincentivare lo sfruttamento e, appunto, il lavoro in nero. Il caso dell’imprenditore del trevigiano è, di sicuro, destinato a passare alla storia.

Il procedimento legale

Il titolare dell’azienda agricola non ha tardato a presentare il proprio ricorso, certo di aver agito nella legalità. Purtroppo, però, le maglie della burocrazia made in Italy sono davvero molto strette e non c’è alcuno spazio per le interpretazioni. In buona sostanza, oltre ad assumere i propri amici, il titolare dovrà pagare la sanzione, nella speranza di poter vincere il ricorso presentato. Una cosa è certa: il titolare ha chiarito il fatto di aver chiamato gli amici solo per un aiuto e che non è in grado di assumerli tutti. Per assumere i lavoratori l’imprenditore dovrebbe sostenere una spesa di circa 30-40 mila euro. Per il momento, poi, non è stato reso noto neanche l’importo esatto della sanzione. In ogni caso, una delle sue priorità è quella di rendere noto il fatto, in modo tale da evitare che una simile situazione possa ripetersi in altre aziende agricole. Tutti coloro che hanno intenzione di chiedere ai propri amici un aiuto per la vendemmia, quindi, devono fare molta attenzione. Gli ispettori, infatti, potrebbero chiedere loro di procedere con la stipula di regolari contratti e, soprattutto, con il pagamento della relativa sanzione.

 

 

Il team di BreakNotizie

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