Quando Beppe Grillo era il braccio destro del professor Giacinto Auriti

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Quando il prof. Giacinto Auriti ha iniziato a parlare di sovranità monetaria, signoraggio bancario e sistema monetario a debito, di questi temi non ne parlava praticamente nessuno. A quei tempi non era disponibile l’ampio archivio di testi, video e articoli che oggi abbiamo a disposizione per cercare di capire come il sistema monetario sia la più grande truffa mai concepita. A quei tempi il web iniziava il suo cammino ed era ancora cosa per pochi, i siti di libera informazione erano pochi, un fenomeno di nicchia riservato a poche centinaia di “complottisti”, i mass media del sistema la facevano da padroni, ed in quel contesto era difficile ”aprire gli occhi”, anche perché per riuscire a farlo, non basta leggere un testo, indipendentemente da chi lo abbia redatto, ci vogliono i dovuti riscontri, che di questi tempi certo non mancano, e leggere le parole del professore, che in tempi non sospetti prevedeva che se il sistema monetario non fosse cambiato “le nuove generazioni non avranno altra scelta che tra il suicidio e la disperazione” fa venire la pelle d’oca.

Se non conoscete il professor Auriti, INFORMATEVI SU DI LUI, sulle sue teorie. Cercate il suo nome su Youtube e ascoltate qualche suo video. Sicuramente degnissimi di nota, il suo celebre esperimento, la moneta popolare Simec (vedi www.simec.org) e la denuncia che rivolse alla banca centrale italiana, nelle persone di Ciampi e Fazio, per “truffa”, “falso in bilancio”, “associazione a delinquere”, “usura” e “istigazione al suicidio” (vedi video). Auriti riuscì a portare davanti ad un giudice la spinosa questione del signoraggio bancario, che qualcuno si ostina incredibilmente (ed ignorantemente) una “bufala”: il giudice non potendo negare la validità delle teorie di Auriti, disse che il signoraggio non può essere considerato reato in quanto “consuetudine”; un modo incredibile per liquidare una questione così importante.


Uno dei principali allievi del professore, quello che lui definiva “il più brillante”, riconoscendogli la capacità di saper semplificare i concetti e renderli comprensibili a tutti, era Beppe Grillo. Il comico genovese, quando nei suoi spettacoli parlava di SIGNORAGGIO BANCARIO, LA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO, etc, esponeva le teorie di Auriti.
Chissà cosa direbbe il compianto professore, se oggi ascoltasse il suo principale allievo dichiarare che il debito pubblico è dovuto ai partiti politici, e non, come sa benissimo, dal SISTEMA MONETARIO e quindi dell’egemonia delle banche…
Staff nocensura.com
Di seguito l’articolo Papà fa la guerra alle banche e Grillo è la sua “arma letale” redatto da Michela Auriti (la figlia del prof. Giacinto)  pubblicato dal settimanale “ Oggi ” – pag. 84 del 10 marzo 1999 – tratto dal sito simec.orgLe crociate anticapitalistiche del comico sono ispirate da un eccentrico economista. Che guarda caso, è il padre di una giornalista di “OGGI”

Abbiamo “costretto” la nostra Michela Auriti a intervistare il suo sorprendente genitore. Ha un progetto “pazzesco”: togliere la proprietà della moneta alla Banca d’Italia e darla ai cittadini -Beppe è il mio miglior allievo-, dice il professore -. L’ultima “follia” : la lira del Giubileo – di Michela Auriti –Roma, marzo tutto è cominciato un paio di settimane fa, quando una i collega mi ha messo sotto il naso l’articolo di un quotidiano. Mezza pagina con al centro la foto di un uomo che riconoscerei tra mille, faccia onesta e sorriso aperto, l’abito grigio rigato e il gilet: mio padre !

Il titolo dell’intervista strilla : << Beppe Grillo è il mio profeta >> e l’occhiello aggiunge : << C’ è un  intellettuale di destra, l’economista eretico Giacinto Auriti, dietro il nuovo corso dello showman genovese >>.
Segue un’ intervista a mio padre sulle sue stravaganti teorie monetarie e, a fianco, le dichiarazioni del comico genovese che si dice << suo discepolo >> e afferma che << i discorsi di Auriti dovrebbe farli una sinistra vera, se esistesse >>.
Ora io so, e da molti anni, che mio padre è un tipo originale: professore universitario a Roma e poi a  Teramo, candidato nelle liste del Movimento sociale nel ’72 e prima ancora trascinatore di folle nel suo paese in Abruzzo, Guardiagrele, dove da giovane girava su una Seicento col megafono e faceva proseliti per il suo partito. Papà oggi ha 75 anni (ma ne dimostra dieci di meno) e un entusiasmo invidiabile anche per un trentenne produce vino e latticini nella sua campagna ai piedi della Maiella, insegna ancora agli studenti e soprattutto ha un chiodo fisso, la lotta alle banche. Chiunque lo incontri, dopo pochi minuti di convenevoli (anche perché papa è uno che taglia corto e parla diretto), viene travolto dall’esposizione di un progetto folle : togliere la proprietà della moneta alla Banca d’Italia e darla ai cittadini. Ma come abbia fatto a indottrinare il Savonarola dei comici, questo è un mistero anche per me che sono la figlia . . .LEGGI TUTTO»»