Quali sono i cibi importati più pericolosi?

Quali sono i cibi importati più pericolosi?

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La Coldiretti ha stilato una graduatoria dei cibi importati da altri Paesi che risultano più pericolosi per la salute: vediamo nel dettaglio quali sono

È necessaria massima attenzione quando si affronta il tema dei cibi che arrivano sulla nostra tavola, in particolare riguardo alla provenienza: Coldiretti ha stilato una classifica dei cibi importati da altri Paesi che, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, sono più pericolosi per la nostra salute e di conseguenza andrebbero evitati. L’importazione di tali alimenti rappresenta inoltre una piaga per l’economia, poiché questi cibi – sottoposti ad un minor numero di controlli – vengono considerati più “convenienti” rispetto a quelli prodotti in Italia. Oltre al danno, è proprio il caso di dire, c’è pure la beffa.

In cima alla graduatoria del report di Coldiretti troviamo le nocciole che provengono dalla Turchia; alimento considerato in generale benefico per il cuore e ricco di grassi monoinsaturi, la nocciola turca rappresenta invece un pericolo poiché contaminata dalle aflatossine, sostanza cancerogena. In linea di massima, tutta la frutta secca che proviene dalla Turchia è considerata non sicura, così come arachidi e frutta secca – in seconda posizione – che giungono dalla Cina, anch’esse per via della presenza di aflatossine.

Il terzo gradino del podio è occupato dalle spezie che provengono dall’India, in particolare il peperoncino, a causa dell’elevato contenuto di residui chimici e di contaminazioni a livello microbiologico. Quarto posto per il pesce che arriva dalla Spagna: nel pesce spada e nel tonno importati dai mari spagnoli, infatti, sono state rilevate alte concentrazioni di metalli pesanti.

Di nuovo la Turchia in quinta posizione: a finire nel mirino in questo caso sono i fichi secchi e ancora per via della presenza di aflatossine. Oltre ai fichi secchi, poi, bisogna guardarsi bene anche dai peperoni turchi, al bando poiché contengono pesticidi oltre i limiti consentiti. L’India torna di nuovo in classifica, al sesto posto, con la frutta secca e nello specifico i semi di sesamo, ad elevato rischio salmonella. Attenzione, infine, pure ai pistacchi americani (anche in questo caso per la presenza di aflatossine) e al pesce del Vietnam, con metalli pesanti oltre i limiti stabiliti.

Il team di BreakNotizie

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