Qualcosa di buono: sugli schermi la commovente storia di un’amicizia tutta al femminile

Qualcosa di buono: sugli schermi la commovente storia di un’amicizia tutta al femminile

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Non nuova a ruoli drammatici e di primissimo piano, torna sugli schermi cinematografici il premio Oscar Hilary Swank: come in Boys Don’t Cry e Million Dollar Baby, la bella attrice statunitense ritorna nelle sale con una parte altamente drammatica, protagonista della nuova pellicola di George C. Wolfe.

Nel film Qualcosa di Buono, infatti, la Swank è Kate, una concertista con una vita pressocchè perfetta, come la sua casa e Evan, suo marito.
All’improvviso, però, come un fulmine a ciel sereno, Kate scopre di essere malata di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia degenerativa che la porta presto ad avere bisogno di aiuto.
Scioccata dalla patologia che l’ha colpita e addolorata dal disagio che sente crescere intorno a sè, anche tra i parenti e gli amici più stretti, Kate comincia a rendersi conto di avere bisogno di aiuto: è così che conosce Bec, una studentessa del college molto più giovane di lei alla ricerca di un lavoro che divente in breve la sua assistente ma, a causa dei problemi di salute di Kate, anche la sua ombra.
Bec, però, a differenza della pianista, è una giovane caotica, dalla vita travolgente e disordinata, esagerata e perennemente in bilico. Questo abisso di diversità tra le due donne sarà il terreno per la crescita di un rapporto vero, forte e senza maschere: se la vita di Kate verrà stravolta e ritemprata dall’arrivo di Bec, la ragazza sarà costretta a crescere e a rivalutare le sue priorità.

La malattia di Kate, quindi, non diventa la protagonista del film ma Wolfe, con toni delicati e intimisti, porta sullo schermo la storia, delicata e commovente, di una grande amicizia tra donne, che continua a crescere per tutta la durata del film tra confessioni, confidenze e cameratismo tutto femminile.
In questo modo, e grazie ad un grandissimo cast, Wolfe riesce non scivolare mai nel melodramma, aiutato anche da una sceneggiatura semplice ed efficace, che riesce a strappare lacrime e sorrisi senza diventare mai strappalacrime.

Se il lavoro della Swank è come sempre di altissimo livello, risulta una vera sorpresa la giovane Emmy Rossum, la cui parte nasce come spalla della protagonista Kate assumendo presto un ruolo di primo piano, grazie alla verosimile connotazione di instabilità e generosità date al personaggio di Bec, una ragazza alla deriva cui si presenta all’improvviso la possibilità di riscattare tutti gli errori del passato, sapendo di poter finalmente fare il qualcosa di buono che dà il titolo al film.
Già notata da pubblico e critica nella rivisitazione statunitense della serie inglese Shameless nel ruolo della protagonista, la Rossum dà prova di grande versatilità e di grande potenza recitativa.

Ed è anche grazie a questa giovane attrice ed al carisma presente tra le due attrici, che il film non cade mai nel caricaturale, diventando una pellicola da vedere, che rimane nel cuore.

Il team di BreakNotizie

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