Pylos Combat Agate: il sigillo che riscriverà la storia dell’arte antica

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Degli archeologi statunitensi hanno scoperto una gemma d’agata intagliata finemente risalente all’Età del Bronzo che stravolge completamente l’idea tradizionale di arte preistorica.

Un team di archeologi appartenente all’Università di Cincinnati (USA) ha rinvenuto un manufatto che potrebbe stravolgere le conoscenze attuali sulla storia dell’arte. Durante degli scavi nella Grecia sud-occidentale, infatti, è stata rinvenuta la tomba di un guerriero risalente all’Età del Bronzo, di circa 3.500 anni fa.

Il tesoro del Guerriero del Grifone

Gli oggetti rilevati all’interno della tomba appartenevano ad un uomo di Micene molto ricco, noto come Guerriero del Grifone. Si tratta di un tesoro di valore inestimabile che comprende armi, armature, gioielli e piccole sculture in materiali preziosi. La vera meraviglia di questa scoperta è una gemma d’agata intagliata finemente che, a detta degli esperti, sarebbe uno dei manufatti più raffinati sinora conosciuti dell’arte greca preistorica.

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Un sigillo che riscrive la storia dell’arte

Apparentemente di poco valore rispetto alla maggior parte degli oggetti rinvenuti nella tomba, la gemma era inizialmente ricoperta dal calcare. Soltanto dopo un accurato lavoro di restauro durato un anno è stato possibile ammirare la sua forma originaria. Ciò che si è palesato sotto allo spesso strato di calcare potrebbe far riscrivere la storia dell’arte antica. La pietra di agata è un sigillo, impiegato per stampare un logo o un’immagine su cera o argilla. Pylos Combat Agate, questo il suo nome, ritrae un combattimento corpo a corpo fra due guerrieri, ed un guerriero disteso a terra. L’immagine è stata incisa su una pietra dura lunga 3,6 centimetri, di forma oblunga, con dettagli di solo mezzo millimetro.

Particolari visibili soltanto grazie al microscopio

Considerate le dimensioni molto ridotte e le venature presenti sull’agata, numerosi particolari in miniatura possono essere visti soltanto tramite la fotomicroscopia. Il design del sigillo infatti è ricco di dettagli intricati, qualcosa che è molto di più di un semplice monile. “Vedere l’immagine per la prima volta è stata un’esperienza emozionante, e lo è ancora”, ha dichiarato Shari Stocker, ricercatore senior dell’Università di Cincinnati. L’abilità artigianale con cui è stata incisa rende Pylos Combat Agate la migliore opera sinora scoperta appartenente all’arte glittica dell’Età del Bronzo nell’Egeo.

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Ciò affascina maggiormente è la rappresentazione del corpo umano ad un livello di dettaglio e muscolatura che non si ritroverà sino al periodo classico dell’arte greca, vale a dire 1000 anni dopo”, ha sottolineato Stocker. Una scoperta spettacolare, soprattutto se si considera che prima d’ora nessuno immaginava che i minoici di quel tempo fossero capaci di produrre arte del genere. “Ciò mostra che la loro capacità e l’interesse per l’arte rappresentativa, in particolare il movimento e l’anatomia umana, è al di là di quello che si pensava”. Questo sigillo dovrebbe essere incluso nei nuovi testi di storia dell’arte e cambierà radicalmente il modo di pensare l’arte preistorica, molto più raffinata di quanto di pensa comunemente.

Il Team di BreakNotizie