Putin scrive al Nyt e avverte Obama:”attacco chimico lanciato dai ribelli”

Putin scrive al Nyt e avverte Obama:”attacco chimico lanciato dai ribelli”

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Di Luca Lampugnani 

La crisi siriana ha di fatto riaperto una nuova stagione di guerra fredda tra Usa e Russia, ancora divise nonostante i negoziati attuali tra Mosca e Damasco (con l’approvazione, scettica, di Obama) per sciogliere il nodo delle armi chimiche.

Se solo nella serata di martedì, infatti, il presidente degli Stati Uniti si presentava in diretta tv per convincere l’opinione pubblica (poco incline ad un attacco che rischia di rivelarsi un nuovo Iraq) della colpevolezza di Assad e dell’importanza di intervenire, 24 ore dopo Vladimir Putin ‘invade’ gli Usa scrivendo una lettera al quotidiano New York Times rivolgendosi agli americani, al mondo e soprattutto a Barack Obama. I concetti espressi dall’inquilino del Cremlino nel suo intervento, in realtà, non sono diversi da quelli che da parecchie settimane ripete in netta contrapposizione con la certezza ostentata dagli Usa – sicuri che a provocare la morte di quasi 1400 civili con un attacco chimico sia stato il regime di Damasco -, ma la valenza in termini di politica internazionale di una tale invasione di campo amplifica in maniera esponenziale la ‘voce’ di Putin, probabilmente in grado in questo momento di far vacillare ulteriormente la già scarsa fiducia dell’opinione pubblica Usa.

Secondo il presidente Russo, infatti, “non c’è alcun dubbio che il gas sia stato usato in Siria, ma ci sono ragioni per ritenere che non sia stato l’esercito a lanciare l’attacco ma le forze di opposizione”, i cosiddetti ‘ribelli’, nel tentativo di “provocare un intervento” armato delle forze straniere. Stando a quanto scrive Putin, inoltre, l’interventismo degli Usa – pronti ad attaccare anche scavalcando le Nazioni Unite – sarebbe un “atto di aggessione” che provocherebbe “ulteriori vittime innocenti, ampliando potenzialmente il conflitto al di fuori dei confini siriani”, trasformandosi in un azione militare che non farebbe altro che aumentare le violenze portando ad una “nuova ondata di terrorismo” che potrebbe mettere “in pericolo gli sforzi multilaterali per risolvere il problema del nucleare iraniano e il conflitto israelo-palestinese”.

Così, dopo aver sventolato davanti agli occhi degli americani lo spettro del terrorismo, del nucleare e dell’intervento che sfocerebbe in una guerra anche fuori dalla Siria, Putin cambia obiettivo e si rivolge, idealmente, al presidente Barack Obama, arringandolo sull’uso della forza (del linguaggio o effettiva) e sulle vittime innocenti che provocherebbe un azione come quella studiata dagli Usa (raid aerei e bombardamenti serrati della durata di tre giorni).

“Dobbiamo rispettare il Consiglio di sicurezza dell’Onu – ammonisce Putin -. La legge è la legge e va rispettata, che ci piaccia o meno. In base all’attuale normativa l’uso della forza è consentito solo per autodifesa o per decisione del Consiglio di sicurezza. Tutto il resto è inaccettabile e rappresenterebbe un atto di aggressione”, aggiungendo che i Paesi coinvolti nella crisi siriana (con particolare riferimento agli Usa, è ovvio) devono “smetterla di usare il linguaggio della forza e tornare sulla strada della diplomazia. Una nuova opportunità per evitare un’azione militare è emersa negli ultimi giorni. Gli Stati Uniti, la Russia e tutti i membri della comunità internazionale devono trarre vantaggi dalla volontà del governo siriano a mettere l’arsenale chimico sotto il controllo internazionale per una successiva distruzione. Giudicando dalle affermazioni del presidente Obama, gli Stati Uniti considerano questa come un’alternativa all’azione militare”, ringraziando infine lo stesso Obama per l’interesse “a continuare il dialogo con la Russia sulla Siria” aggiungendo che i due Paesi devono “lavorare insieme per mantenere la speranza viva. Se possiamo evitare la forza in Siria, migliorerà l’atmosfera internazionale e si rafforzerà la nostra fiducia reciproca”.

Read more: http://it.ibtimes.com/articles/55720/20130912/putin-times-lettera-usa-obama-russia-siria.htm#ixzz2efOSJgZO

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