Putin guida la rivolta dei BRICS

Putin guida la rivolta dei BRICS

- in Economia
512
0

L’influenza internazionale del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin sta crescendo, lo si vede anche dal ruolo di guida che sta assumendo tra i leader dei Paesi BRICS. Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa si sono incontrati dall’8 al 10 luglio scorso alla Conferenza di Ufa in Russia. Le sortite anti-occidentali piacciono a quella parte del mondo che pensa sia arrivato il momento di dare una scossa al potere economico degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

Il ragionamento che sta alla base di questi incontri riguarda il potere finanziario nelle mani degli USA tramite il controllo del dollaro e dell’FMI, il Fondo Monetario Internazionale che ha avuto e sta avendo un ruolo fondamentale nel prestare soldi ai Paesi in difficoltà e dai quali pretende in cambio delle politiche economiche ben precise e spesso particolarmente dure per la popolazione meno abbiente. Non tutti i Paesi che hanno combattuto contro la politica di Washington sono anti americani o potenzialmente violenti. La gravissima crisi economica ha spinto ad estremizzare le soluzioni auspicabili e a mettere in discussione chi può o deve decidere sulle strade da intraprendere. L’ultima parola spetta inevitabilmente a chi è capace di fornire liquidità ai Paesi in caso di necessità, per questo motivo i BRICS hanno lanciato la Banca dello Sviluppo che prevede un capitale iniziale di 50 miliardi di euro per favorire la realizzazione di progetti di sviluppo nei Paesi aderenti. Altri 100 miliardi dovrebbero poi essere messi a disposizione per chi versa in condizioni di difficoltà di liquidità.

Cosa comporterebbe la nascita concreta di un ente del genere? L’inizio di una fase con la quale si vuole sostituire il Fondo Monetario Internazionale, mettendo nelle mani dei BRICS il potere di gestire le crisi. Se a questo si aggiunge che oltre ai BRICS sono intervenuti a Ufa l’Unione Economica Euroasiatica e l’Organizzazione di Cooperazione di Shangai, si capisce che si stanno gettando le basi per modificare l’ordine economico mondiale così come lo abbiamo conosciuto nei decenni scorsi. Vladimir Putin sta guidando politicamente la rivolta che parte dai BRICS al punto da proporre lo scambio di capitale umano, economico e di materie prime tra i Paesi aderenti. L’idea di uno Stato Federale così ampio è lontano e probabilmente difficilmente realizzabile, basti pensare che anche la Banca dello Sviluppo non sarà attiva prima del prossimo anno.

Di certo fra i Paesi che stanno formando questa nuova alleanza ce ne sono alcuni che potrebbero agire in modo da provare a far crollare l’impero occidentale guidato dagli USA. La Russia di Putin ha quindi messo a segno un altro importante colpo per la sua ascesa internazionale, dopo l’intervento in Ucraina, il gioco di sponda con Atene durante la crisi greca con le istituzioni europee e la difesa degli interessi dell’Iran. In tutto questo la posizione dell’Europa non è chiara e sembra piuttosto debole a causa delle forti divisioni al proprio interno. Le recenti sanzioni a Mosca non hanno sortito grossi effetti e sullo sfondo appare sempre più il rischio che un nuovo blocco di Paesi guidati da Vladimir Putin possa intaccare l’egemonia occidentale e rischiare di creare le basi di una nuova guerra fredda.

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like

Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

Cosa succede se si consente ai degenti di