Putin: è arrivato il momento di combattere il terrorismo

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Le dichiarazioni di Putin in merito alla strategia adottata dagli americani per combattere l’ISIS sono molto chiare e, a quanto pare, a Mosca sono in molti a non essere d’accordo con le decisioni prese dal Presidente Obama. Secondo Putin, infatti, la strategia di Obama è a dir poco disastrosa poiché consente ai ribelli di portare avanti il proprio piano finalizzato alla supremazia della religione mussulmana in Siria ed Iraq.

Nell’opinione di Putin, quindi, il caos che attualmente regna in molte regioni del Medio Oriente è una strategia messa in atto dagli Stati Uniti d’America per destabilizzare i Governi di quelle aree in modo tale da poterne gestire le ricchezze petrolifere. Nulla di nuovo, dunque. Se non fosse per il fatto che, stando a quanto riportato da alcune fonti russe, il Presidente Putin avrebbe intenzione di andare a combattere in Siria per annientare i terroristi e salvare i cristiani e tutte le minoranze religiose ed etniche presenti in Medio Oriente.

Senza alcun dubbio, Puntin non si esimerebbe dal combattere al fianco di Assad una guerra contro il terrorismo che, però, a suo parere, è sovvenzionato dagli USA. Il ricordo della guerra fredda, pertanto, si fa sempre più vicino e, con esso, appare chiaro il fatto che è estremamente necessario che l’Europa prenda posizione in tempi rapidi. Ciò che desta non poche preoccupazioni è il fatto che quella che si profilerebbe non sarebbe affatto una guerra contro il terrorismo ma, piuttosto, un ennesimo scontro tra Stati Uniti e Russia in un territorio strategico.

Ad alimentare le ipotesi di un possibile intervento russo vi sono, poi, le dichiarazioni rilasciate da Assad che sembrano essere perfettamente in linea con le ipotesi di Putin. Ma quale sarà la posizione dell’Europa? Deciderà di combattere il terrorismo in alleanza con la Siria e, dunque, con la Russia o, piuttosto, si schiererà dalla parte degli americani fidandosi della loro strategia? L’opzione caldeggiata dai Governi più potenti dell’UE è, senza alcun dubbio, la seconda poiché, qualora l’Europa dovesse decidere di schierarsi con la Russia, tutti gli equilibri internazionali attualmente esistenti rischierebbero di saltare.

In ogni caso, sarebbe molto opportuno indagare in merito alle fonti che hanno permesso a Putin di giungere alla conclusione che l’ISIS è uno strumento creato ad hoc dagli USA per farsi spazio in Medio Oriente. A tale proposito, è opportuno fare presente che i servizi segreti iracheni hanno dichiarato di essere a conoscenza del fatto che sono proprio gli Stati Uniti a fornire cibo, munizioni e, soprattutto, armi ai terroristi.

Una cosa è certa: a pagare le spese di questa situazione è l’Europa che, in questo momento, è costretta a fare fronte ad un esodo dalle dimensioni bibliche. Il collasso del complesso equilibrio mediorientale, infatti, sta mettendo a dura prova i fondamenti ideologici di un’Europa che non si sta affatto dimostrando all’altezza delle aspettative ma che, al contrario, sta sempre più rapidamente facendo molti passi indietro a favore di un quel nazionalismo che, nell’ultimo ventennio, sembrava essere destinato all’oblio. A questo punto, non resta che vedere quale sarà la reazione degli Stati Uniti d’America alla provocazione lanciata dal Presidente Putin in modo tale da capire se siamo effettivamente alle porte di un nuovo conflitto o se, piuttosto, siamo alle prese con una ennesima guerra fredda.

Il team di BreakNotizie