Pugno di ferro della Germania contro i rifugiati

Pugno di ferro della Germania contro i rifugiati

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I partiti presentano delle proposte di legge per limitare il numero dei migranti da accogliere nel Paese e per punire più severamente quelli che commettono dei reati.

Il Governo tedesco non ha alcuna intenzione di usare mezze misure in fatto di sicurezza interna e asilo politico. La scorsa settimana, infatti, il partito di Angela Merkel, il Cdu, ha illustrato alla popolazione i piani in cantiere per accelerare l’espulsione di quei migranti che non hanno ancora formalmente ottenuto il diritto di asilo. Entro la fine dell’anno, se le cose andranno bene come auspicato dallo schieramento, ne verranno mandati via all’incirca 100.000.

Anche l’Spd, in sinergia con l’Unione di centrodestra, ha in cantiere una serie di provvedimenti finalizzati a sbarrare le porte della Germania ai rifugiati non in regola. Il ministro federale della Giustizia, Heiko Mass, che fa parte di questo stesso partito, ha infatti annunciato che il governo inasprirà ulteriormente le già salatissime sanzioni applicate a chi si macchia del reato di furto con scasso: dagli attuali sei mesi si vorrebbe passare ad un tetto massimo di dieci anni, per scoraggiare i rapinatori. A commettere quest’infrazione sono, nel 90% dei casi, i migranti giunti a Berlino e dintorni dal Medio Oriente o dall’Africa, che in assenza di prospettive di lavoro si guadagnano da vivere così.

Per il momento si tratta solo di idee, di semplici proposte di legge che dovranno comunque passare al vaglio degli organi competenti prima di entrare in vigore. Ad oggi c’è solo l’esigenza, ravvisata dal popolo cristiano-democratico, di punire i rifugiati che trasgrediscono alle regole come se nulla fosse, ignorando le norme del vivere civile. Sono tantissimi, ora come ora, quelli che abitano in Germania senza averne diritto, che hanno imbrogliato le autorità tedesche fornendo loro documenti taroccati e false generalità. Un’altra proposta di legge avanzata dai partiti tedeschi di destra riguarda il respingimento di quanti possano potenzialmente costituire un rischio sanitario per la popolazione. Provvedimento che, se dovesse passare, si tradurrebbe in controlli ancor più serrati alle frontiere, per proibire l’accesso al Paese a quanti siano malati o infetti. Non si tratta di razzismo, come spiegato dal ministro Heiko Mass. Si tratta, semplicemente, di avere il pugno duro nei confronti di chi tenta di prendere in giro le autorità. Perché lo scopo di queste proposte di legge è favorire l’integrazione di questi migranti, ma a patto che rispettino le regole e che si comportino bene nella terra straniera che li ha accolti.

La vede diversamente, invece, l’Unione cristiano sociale bavarese, i cui esponenti sono convinti che l’unico modo per risolvere i problemi inevitabilmente causati dai rifugiati sia quello di fissare un tetto massimo di immigrati a cui consentire l’ingresso nel Paese. Ce ne dovrebbero essere al massimo 200.000 secondo il leader Horst Seehofer, che ha affrontato la questione con i giornalisti di Augsburger Allgemeine.

 

 

Il team di BreakNotizie

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