Processo Green Hill: dichiarazioni contraddittorie e sconcertanti

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GREEN HILL (BRESCIA), ALLA QUARTA UDIENZA DEL PROCESSO DICHIARAZIONE
SPONTANEA DELLA PROPRIETÁ: FATTRICI BEAGLE A FINE CARRIERA E CANI CON
PROBLEMI VENIVANO INVIATI A SOCIETÁ INGLESE DEL GRUPPO PER PRENDERGLI
SANGUE E SIERI!
CONSULENTI TECNICI DI PARTE E TESTIMONI DELLA DIFESA RILASCIANO
DICHIARAZIONI CONTRADDITTORIE E SCONCERTANTI
ULTIMA UDIENZA IL 19 DICEMBRE

Al Tribunale di Brescia nel corso della quarta udienza del processo a Green Hill,
l’allevamento di cani per la vivisezione sotto accusa con le imputazioni di
maltrattamenti e uccisioni di animali, Ghislaine Rondot, uno dei quattro imputati,
responsabile di Marshall Europa, ha rivelato, peraltro in una dichiarazione spontanea al
Giudice, che le fattrici “a fine carriera” e i beagle non venduti, erano inviati alla società
britannica B&K, dello stesso loro gruppo, per estrarne sangue e sieri. “Una dichiarazione
sconcertante – ritiene la LAV parte civile – che la dice lunga su come erano considerati
gli animali dalla Green Hill”.


L’udienza del 26 novembre è stata dedicata all’ascolto di un veterinario Asl e alle consulenze
tecniche di parte della difesa dell’allevamento, tra i quali il dott. Maurizio Fornasier
(presidente della Società Italiana Veterinari Animali da laboratorio federata Anmvi); il
prof. Fabrizio Rueca (Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia); il prof. Renato Massa
(già prof. Associato di biologia animale all’Università degli Studi di Milano) che ha
dichiarato di non essere assolutamente un esperto di cani e di non aver mai letto la
legge sugli animali nella sperimentazione; il prof. Paolo Scrollavezza (docente associato
presso la Clinica di Chirurgia e anestesia veterinaria dell’Università di Camerino), oltre
che all’interrogatorio del veterinario di Green Hill, imputato, Renzo Graziosi.


“Come già avvenuto con le testimonianze di alcuni dei dipendenti di Green Hill, sono
emerse contraddizioni anche dalle dichiarazioni rilasciate dai consulenti tecnici e del
veterinario Asl Luigi Azzi – rende noto la LAV – il Professor Scrollavezza ha affermato
che il preanestetico non era necessario, ma alla domanda del Giudice rispetto alla
necessità di preanestetizzare gli animali indicata dal foglietto illustrativo del farmaco
anestetico, l’Isoflurano, il professore ha risposto di aver scritto lui quel foglietto
dell’azienda produttrice, manifestando una evidente incongruenza tra quanto da lui
dichiarato in aula e quanto scritto all’atto della redazione del bugiardino del farmaco!”
Sconcerto anche per le affermazioni di un tecnico di Green Hill, Antonio Tabarelli, che
ha dichiarato: “non so perché facevo quello che mi dicevano di fare”.


L’udienza è iniziata con le lamentele dell’avvocato della difesa, ignorate dal Giudice, in
relazione alla presenza di manifestanti con i beagle davanti al Tribunale, ed è proseguita
con la rinuncia da parte della difesa, a diversi testimoni: i veterinari Olivi e Vantini (Asl
Verona), Conti (Asl Pomezia, Rm) sull’arrivo dei beagle nelle aziende che li utilizzavano
per la vivisezione, i veterinari Cinotti e Lombardi (IZS Lombardia-Emilia Romagna), il
veterinario Valtorta, (Unità Operativa Regione Lombardia) e il funzionario del Ministero
della Salute, Botta su ispezioni effettuate.


La LAV, custode dell’adozione dei circa 3 mila beagle salvati nell’estate del 2012, è stata
ammessa dal Giudice quale parte civile nel processo ed è presente a tutte le udienze
con l’avvocato Carla Campanaro e il Presidente Gianluca Felicetti.

 

 

http://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/CS_26112014_PROCESSO%20GREEN%20HILL.pdf