Presidenziali USA, le rivelazioni di WikiLeaks: nuove ombre sul voto dell’8 novembre

Presidenziali USA, le rivelazioni di WikiLeaks: nuove ombre sul voto dell’8 novembre

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Chi è che elegge davvero il Presidente degli Stati Uniti? WikiLeaks solleva dei dubbi sul voto dell’8 novembre.

Quella che negli Stati Uniti porterà al voto del prossimo 8 novembre è unanimemente ritenuta la campagna presidenziale dai toni più esacerbati di sempre. Tra dossier, scandali e scambi di accuse via Twitter, lo scontro tra Hillary Clinton e Donald Trump ha assunto le sembianze di una vera e propria guerra tra due opposte visioni dell’America. Ad avvelenare ulteriormente gli animi dei sostenitori del magnate di New York, staccato dalla Clinton di alcuni punti percentuali e alle prese con nuove accuse di molestie sessuali, sono le rivelazioni di WikiLeaks a proposito dell’ultimo confronto televisivo.

IL TERZO DIBATTITO TV – A sollevare dei sospetti su questa tornata elettorale è stata l’organizzazione che si occupa da anni di desecretare documenti a carattere governativo: attraverso una serie di tweet pubblicati sul proprio profilo, WikiLeaks ha parlato apertamente di “elezioni truccate”. Infatti, al termine del terzo faccia a faccia dello scorso 19 ottobre, alcuni portali web d’Oltreoceano avevano dichiarato la vittoria di Trump: tuttavia, nel giro di qualche ora, gli articoli in questione erano stati rimossi e tutti i siti d’informazione parlavano di un’affermazione della Clinton. Come è stato possibile? Secondo alcuni si è trattato di un caso, mentre altri sostengono che l’accaduto rientri in una strategia volta a favorire la candidata democratica.

LA POSIZIONE DELL’ESTABLISHMENT – Un episodio simile potrebbe rientrare in quelle che la sociologia chiama “profezie autoavveranti”, ovvero il realizzarsi di una previsione per il solo fatto di essere stata ripetutamente espressa. È il caso dei sondaggi che danno per scontato il trionfo della consorte di Bill Clinton, nonostante le rilevazioni non ufficiali parlino di un serrato testa a testa. Insomma, WikiLeaks si domanda se non sia stato già deciso chi sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti: la risposta che alcuni opinionisti danno è che l’establishment a stelle e strisce spingerebbe per l’elezione dell’ex Segretario di Stato, ricorrendo ad ogni mezzo pur di screditare il già vituperato Trump. All’obiezione secondo cui l’organizzazione, attraverso la divulgazione delle email della Clinton, starebbe da settimane influenzando le intenzioni di voto gli elettori, lo staff di WikiLeaks ha ribattuto affermando che la pubblicazione riguarda informazioni vere e che dovrebbero essere di pubblico dominio.

IL PRECEDENTE DEL 2008“È solo un esercizio di consolidamento del potere: non esiste nessuna elezione”: uno dei mantra ripetuti nel corso della prima campagna presidenziale di Obama torna d’attualità, tirando in ballo quei media mainstream che sono compatti nel sostenere la Clinton. Dunque il Presidente degli Stati Uniti non sarà scelto dai cittadini? Le cose non stanno propriamente così ma, depurata da ipotesi complottiste, questa domanda nasconde un fondo di verità. Basti pensare a quanto svelato da WikiLeaks a proposito del primo insediamento di Obama: dalla lettura di alcune email si è scoperto che l’amministrazione facente capo a George W. Bush aveva “concordato” proprio con Obama un passaggio di consegne svariati mesi prima di conoscere l’esito delle elezioni. È davvero possibile che oggi, come nel 2008, la più importante carica politica al mondo venga decisa non solo dal popolo ma anche da giochi di potere dietro le quinte?

 

 

Il team di BreakNotizie

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