Polonia: l’ultradestra vince e subito sfida l’Europa in piazza

Polonia: l’ultradestra vince e subito sfida l’Europa in piazza

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Il 25 ottobre scorso è stato un giorno storico per la Polonia: il partito di estrema destra nazionalista “Diritto e Giustizia” (denominato Pis) ha vinto con largo margine le elezioni e questo ha consentito al premier incaricato Beata Szydlo di formare il suo governo forte di una maggioranza assoluta, senza alleati come non accadeva dal 1989.

All’opposizione ci sarà soltanto il premier uscente Ewa Kopacs, il cui partito “Piattaforma Civica” ha raccolto poco più del 24% mentre, per la prima volta nella storia post sovietica, nel parlamento polacco non siederà alcun esponente di sinistra. Solo cinque forze politiche ottengono seggi e sono tutte di centro o di destra.

Un vero e proprio ribaltone per il Paese est europeo abilmente orchestrato dall’ex premier Jaros Kaczynski: il leader del Pis ha infatti saputo fare leva sulle paure profonde della Polonia e parlare alla pancia dei suoi compatrioti. Gli slogan contro l’Unione Europea e i migranti, complice la lunga recessione economica, hanno fatto breccia nell’elettorato procurandogli circa il 37% dei voti e 235 deputati su un totale di 460.

Kaczinski era già stato premier dal 2006 al 2007 ma stavolta ha riservato per sé un ruolo di guida esterna del governo che sarà appunto presieduto da Beata Szydlo. L’annuncio ufficiale è stato dato nei giorni scorsi dalla stessa Szydlo che, in conferenza stampa dalla sede del partito e seduta al fianco di Kaczinski, ha annunciato i nomi dei ministri che comporranno la sua squadra di governo tra i quali spicca Witold Waszczykowski con la delega agli esteri. Non si esclude però che nei prossimi mesi possa esservi un avvicendamento e che lo stesso Kaczinski possa assumere il ruolo di premier.

Sull’agenda del governo ora tutte le riforme populiste promesse in campagna elettorale i cui costi dovrebbero essere sostenuti dall’innalzamento delle tasse nei confronti di banche e grandi imprese, proprio come successo nella vicina Ungheria guidata dal nazionalista Viktor Orban. Una delle prime azioni intraprese dal nuovo governo dovrebbe essere l’inasprimento delle politiche dell’immigrazione, poi sarà la volta della cancellazione della recente riforma delle pensioni e dell’introduzione di un bonus bebè di 125 euro al mese fino al compimento della maggiore età per ogni figlio successivo al primo.

Ma è la posizione assunta dal Pis in politica estera a destare maggiore apprensione per l’Unione Europea: Kaczinski è infatti contrario all’ingresso della Polonia nell’area euro.
La difficile situazione dello scacchiere nord orientale induce però all’ottimismo Bruxelles. Il bollente confine ucraino e il concreto rischio che la Russia voglia allargare la sua sfera d’influenza ai Paesi che orbitavano nella galassia sovietica, potrebbero indurre Kaczinski a non tagliare i cordoni che lo legano all’Europa per il rischio di trovarsi isolato politicamente di fronte alla potenza russa.

Nel frattempo a Varsavia, in occasione dell’anniversario della rinascita della Polonia avvenuta nel 1918, il giorno della nazione diviene occasione per bruciare le bandiere europee in piazza alla presenza di alcuni esponenti dell’ultradestra. Nel popolo è sentito il rischio che l’Europa possa divenire per il Paese quello che è stata la Russia ai tempi della cortina di ferro.

Aldilà delle dimostrazioni di piazza è plausibile che il nuovo corso politico polacco cerchi alleati in Europa in tutti quei partiti conservatori ed euro scettici al fine di modificare i trattati e restituire talune prerogative ai Paesi membri. Rimane improbabile che la Polonia entri nell’unione monetaria ma il Paese cerca comunque l’appoggio dell’occidente: Kaczinski si è infatti sempre detto favorevole all’istallazione di nuove basi Nato nel territorio polacco in cambio di una nuova fase di militarizzazione che possa servire a fare crescere l’industria bellica interna.

Il team di BreakNotizie

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