Polonia: ecco perchè si distruggono le statue russe

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Il Ministro degli Esteri russo Maria Zakharova ha chiesto alla Polonia di prendere provvedimenti a seguito della distruzione avvenuta a Pieniezno della statua costruita in memoria del Generale Ivan Chernyakhovsky caduto in guerra.

Il Cremlino, dunque, sembra avere tutta l’intenzione di non consentire alla Polonia di infangare la memoria dei circa 600 mila militari sovietici caduti in battaglia per liberare la Polonia dai nazisti. Proprio Mosca, infatti, ha chiesto espressamente al Governo polacco di adoperarsi affinché le statue costruite in memoria dei caduti vengano tutelate. Inoltre, il Governo russo ha fatto presente alla Polonia che è necessario punire i responsabili della distruzione della statua di Chernyakhovsky.

Le azioni dimostrative della Polonia, pertanto, non sembrano essere state accettate di buon grado dalla Russia che ha dimostrato di essere disposta a difendere ad ogni costo la propria memoria storica. Le statue costruite in Polonia, infatti, nell’opinione di Mosca, sono la prova che la Polonia è libera solo grazie all’aiuto dei russi. I polacchi, però, non sembrano essere della stessa opinione e stanno dando prova di voler prendere le distanze dalla Russia.

La distruzione delle statue è storicamente considerata come un momento di ribellione nei confronti di un sistema non legittimato dal popolo. Non è raro, infatti, assistere alla distruzione di statue e monumenti costruiti per onorare dittatori o combattenti. È chiaro, quindi, che i popoli vedono nella distruzione di una statua o monumento un simbolo di liberazione. In occasione di ogni rivoluzione, infatti, abbiamo assistito all’abbattimento di statue e monumenti. Ma quale è il reale significato di tali azioni? Cosa si nasconde dietro la distruzione delle sculture raffiguranti uomini di potere? Per dare una risposta esaustiva a tale interrogativo, è necessario fare presente che i monumenti hanno un importante potere simbolico e che, dunque, la loro distruzione viene considerata come un momento di liberazione. La lunga tradizione della distruzione delle statue e dei monumenti, pertanto, porta con sé un valore molto importante: la libertà.

Ovviamente, legare tale argomentazione a quanto accaduto in Polonia è molto complesso poiché la Polonia non ha alcuna necessità apparente di doversi liberare dalla Russia. Eppure, le statue distrutte lasciano pensare ad un risentimento polacco nei confronti di quella Russia a cui, invece, dovrebbero essere riconoscenti. Il fatto è che i retaggi storici che legano la Russia alla Polonia non sono pochi. Nel corso del tempo, infatti, tra Russia e Polonia si è creato un rapporto conflittuale che ancora oggi non riesce a risolversi in maniera pacifica. Senza alcun dubbio, l’Unione europea ha agevolato la nascita di un dialogo costruttivo tra i due Stati ma i fatti raccontano una realtà ancora troppo legata agli accadimenti del passato. In ogni caso, i rapporti diplomatici tra Polonia e Russia sono decisamente molto cordiali e, pertanto, c’è da sperare che anche la popolazione polacca riesca a fare tesoro del passato senza dover ricorrere alla distruzione di statue e di simboli sovietici. Di sicuro, a limitare tali azioni dimostrative ci penserà il Governo di Varsavia che non ha alcun interesse a creare un incidente diplomatico con Mosca.

Il team di BreakNotizie