PMI: per uscire dalla crisi è necessario esportare

PMI: per uscire dalla crisi è necessario esportare

- in Economia
632
0

Stando ai dati diffusi dall’ISTAT, per riuscire ad uscire dalla crisi che, da troppo tempo, sta costringendo l’Italia ad una recessione sempre più preoccupante, è necessario guardare ai mercati esteri con fiducia ed ottimismo.

Continuare ad investire ed a puntare solo ed esclusivamente sul mercato interno, quindi, rischia di essere a dir poco controproducente. Via libera alle esportazioni, dunque? Pare proprio di sì. Nel biennio 2013/2014, ad aver registrato un seppur lieve incremento sono solo le aziende che si sono spinte oltreconfine. Al contrario, tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di proporsi sui mercati internazionali hanno dovuto fare i conti con una drastica inflessione dei guadagni. Il fatto è che, purtroppo, molto spesso le piccole e medie imprese non sono abbastanza strutturate per poter affrontare mercati diversi da quello italiano.

Servono, quindi, competenze e, soprattutto, strutture versatili in grado di plasmarsi dipendentemente dai propri interlocutori. Senza alcun dubbio, si tratta di una sfida avvincente ma il percorso è molto lungo e decisamente in salita. A mancare nelle aziende italiane è il know-how. Per tale ragione, è estremamente necessario formare manager pronti ad affrontare ogni genere di sfida e ad analizzare i dati in maniera oggettiva in modo tale da individuare una strategia corretta ed efficace sia nel breve che nel lungo periodo. A tale proposito, è molto importante tenere conto del fatto che, pur essendo il web uno strumento molto utile per reperire una mole massiccia di informazioni, esso non può affatto sostituirsi ad una preparazione specifica utile per muoversi con agilità nei mercati internazionali. In buona sostanza, quindi, è importante che i manager d’azienda intraprendano un percorso di formazione accreditato in grado di fornire specifiche competenze da spendere in vari contesti.

Ovviamente, si tratta di un percorso che le aziende dovranno intraprendere con pazienza e dedizione. Le PMI italiane, infatti, almeno per il momento, non sono affatto preparate per affrontare mercati complessi e, quindi, devono muovere i primi passi con estrema cautela al fine di evitare errori fatali. Ad essere palese è il fatto che per l’Italia è arrivato il momento di guardare al futuro con fiducia speranza. Quel mercato globale al quale, fino a pochi anni fa, si pensava con non poco scetticismo, è diventato una realtà incontrovertibile.

L’unico modo per riuscire a trarne vantaggio, pertanto, è conoscerne i meccanismi profondi ed interpretarne gli andamenti. Solo così le piccole e medie imprese italiane riusciranno a beneficiare di un meccanismo dal quale, in questo momento, sono drammaticamente tagliate fuori. Rimanere ancorati ai mercati interni o, addirittura, a quelli europei nella speranza che, prima o poi, la ripresa tanto sperata possa concretizzarsi senza alcuno sforzo è tanto ingenuo quanto impossibile. Serve, quindi, un atto di coraggio da parte di tutte quelle aziende che hanno moltissimo potenziale ma troppi pochi interlocutori. La nuova classe dirigente, dunque, ha il compito di aprire i propri orizzonti al mercato globale e di spalancare le porte a quel futuro che, per adesso, è solo una parola priva di significato e di riscontri pratici.

 

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

Cosa succede se si consente ai degenti di