Pink Floyd: all’ombra del diamante pazzo

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Pochi gruppi sono riusciti a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca come i Pink Floyd. A testimoniarlo è il fatto che le loro opere sono ancora fonte di ispirazione per  molti artisti odierni.

Roger Waters, Syd Barrett, Nick Mason e Richard Wright: questi quattro nomi racchiudono ciò che sono stati i Pink Floyd. Uno dei gruppi che ha fatto la storia del rock progressivo è nato nella prima metà degli anni ’60.

I primi album: la psichedelia di Barrett

Il primo singolo pubblicato dal gruppo è del 1967. Il riferimento è ad Arnold Layne, che così come il successivo è scritto da Syd Barrett. Quest’ultimo è riconosciuto come leader della band e a lui si deve la maggior parte del materiale che confluisce in quello che è il primo disco dei Pink Floyd. Questo lavoro si intitola The Piper at the Gates of Dawn e consente al gruppo di cominciare a farsi un nome.

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La copertina del primo album

Tuttavia la parabola artistica del gruppo subisce uno scossone a causa dei problemi di Barrett, che per l’uso continuativo di sostanze quali LSD comincia a dare chiari segni di squilibrio. A questo punto nel gruppo entra David Gilmour, che finirà per sostituirlo in via definitiva. Barrett rimane presente da un punto di vista della scrittura e il secondo disco della band risulta essere, come il primo, ottimamente recepito da critica e pubblico. Anche i lavori successivi confermano il gruppo come uno dei più importanti tra quelli emersi sul finire degli anni ’60.

The Dark Side of the Moon

L’anno di svolta è però il 1973, ovvero quello in cui arriva nei negozi The Dark Side of the Moon: questo disco è una pietra miliare della storia della musica ed è ancora oggi stabilmente posizionato tra i dieci dischi più importanti di sempre. Riuscire a fare dei dischi che riescano ad eguagliare tale capolavoro risulta decisamente complicato, ma Roger Waters e compagni ci riescono dando alla luce uno struggente omaggio a Barrett, ormai da anni lontano dal mondo della musica. Il disco che i Pink Floyd scrivono e arrangiano pensando ad uno dei fondatori del gruppo è Wish You Were Here.

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La rottura con Waters

Dopo questo lavoro i Pink Floyd optano per la strada dei concept album e nei negozi arrivano due capolavori come Animals e The Wall. Tuttavia, dopo questi lavori, emergono i contrasti nella band, con Roger Waters che viene accusato di voler accentrare tutto quel che riguarda le decisioni relative al gruppo nelle proprie mani. Le frizioni conducono Waters fuori dalla band e i Pink Floyd continuano ad incidere, capitanati da David Gilmour, fino al 1995.

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Gli ultimi lavori

Negli ultimi anni la band si è riunita per il Live 8 (nel 2005) e tutti i componenti storici hanno negato qualsiasi possibilità di un ritorno in studio. Nel 2008 Richard Wright è venuto a mancare, a due anni di distanza da Syd Barrett, mentre nel 2014, a vent’anni esatti dall’uscita di The Division Bell, ultimo disco in studio della band, è stato pubblicato un album di inediti con canzoni risalenti all’epoca dei Pink Floyd con Gilmour come leader carismatico.

Il Team di BreakNotizie

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