Peter Sutherland, grande regista occulto nel nuovo ordine mondiale

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Fervente promotore della multiculturalità, il magnate irlandese sarebbe in realtà una delle menti a capo del Nuovo Governo Globale.

Il governo planetario, nonostante le varie resistenze, prosegue inesorabilmente la sua edificazione. Peter Sutherland, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per le migrazioni, è uno dei suoi più importanti architetti. Sue le famose parole “Bisogna affossare l’omogeneità nazionale degli Stati”. Ma qual è la vera natura di questo personaggio?

Chi è Peter Sutherland

Peter Sutherland è un miliardario irlandese ritenuto uno dei pontefici del mondialismo, alla stessa stregua di Henry Kissinger, di George Soros e dei Rockfeller. Ha ricoperto moltissimi alti incarichi internazionali fra cui direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). A livello imprenditoriale è stato Presidente capo esecutivo di varie aziende, fra cui la Goldman Sachs International e la British Petroleum.

Insieme agli altri guru del presunto Nuovo Governo Globale, Sutherland presiede alle riunioni del Club Bildenberg. Fu Kofi Annan a designarlo per la posizione di rappresentante speciale dell’Onu per le questioni migratorie, ruolo strategico per favorire le tesi mondialiste e, a detta di molti, per mettere in atto la cosiddetta sostituzione demografica.

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Progressismo e socialismo di facciata

Sutherland è infatti un acceso sostenitore della necessità di favorire le ondate migratorie verso i Paesi più sviluppati. Inoltre è apertamente contrario alle sovranità nazionali, da lui stesso definite “il Male attuale”. Le frontiere nazionali infatti sarebbero per Sutherland l’ultimo freno per la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale, basato sul dominio di una ristretta élite di fede ultracapitalista ma che si professa “progressista” e “socialista” a livello politico e morale. Un ibrido pseudo ideologico per facilitarsi il percorso e vincere le resistenze sia di destra che di sinistra.

La battaglia di Sutherland contro gli Stati nazione in alcuni frangenti è sfociata in attriti veri e propri. Nel 2012, quando chiese all’Unione Europea di adoperarsi affinché venisse affossata l’omogeneità nazionale degli stati europei. Conscio della naturale resistenza di alcuni Paesi d’Europa alla prospettiva di dover “scomparire” ha dunque iniziato una crociata in favore delle migrazioni di massa per snaturare le nazioni in modo da renderle più propense ad amalgamarsi in nome della multiculturalità.

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Homo economicus: un individuo da manovrare a piacere

La circolazione senza restrizioni di merci, capitali ed esseri umani è l’obiettivo principale di Sutherland. Trasformare ogni cittadino in homo economicus privo di un’identità propria, omologato e facilmente sfruttabile dalle élite imprenditoriali, dai governanti globali e da alcuni rami “deviati” della Chiesa Cattolica. Questo obiettivo viene abilmente coperto dal nobile pretesto di favorire la pace universale, dal momento che la diversità fra popoli e nazioni viene considerata la causa principale delle guerre che straziano l’umanità dall’alba dei tempi. Il magnate irlandese non esclude in futuro la possibilità che molti Stati europei si trasformino in nazioni multiculturali. Questo grazie anche alla crescita demografica data dalle grandi ondate migratorie, da egli considerate “dinamica cruciale per la crescita economica” di alcuni Stati europei, “per quanto difficile sia spiegarlo ai cittadini di questi Stati”.

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La denuncia di Victor Orban

Un piano ben congegnato che è stato denunciato persino dal presidente ungherese Viktor Orban durante una recente intervista rilasciata alla Gaceta.es. “Da oltre dieci anni esiste una campagna internazionale collegata al nome di George Soros. Il suo obiettivo è quello di far credere alle persone che le frontiere non abbiano più senso di esistere e che le nazioni non debbano più avere il diritto di decidere in maniera autonoma con chi vogliano convivere i propri cittadini. Vogliono creare delle istituzioni internazionali col fine di controllare le nazioni e decidere al nostro posto”.

A detta di Orban si tratterebbe di teorie infiltrate persino in alcune istituzioni internazionali e che sia necessario combattere per mantenere la sovranità delle nazioni, rendendo trasparente l’operato delle ONG sotto il loro controllo. Per Orban non si tratta di difesa dei diritti umani, ma piuttosto di un grande business legato alle migrazioni e allo sfruttamento dell’enorme traffico umano.

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Viktor Orbán

Il Team di BreakNotizie

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